Negli ultimi decenni, grazie alle migliori condizioni sanitarie e ad una competente ed efficace assistenza nel periodo della gravidanza e durante il parto, si è assistito al drastico calo della mortalità materna. Il progresso tecnologico non solo ha contribuito a ridurre gli indici di mortalità, ma negli ultimi trent'anni, ha aperto la strada a possibilità del tutto nuove di controllo e manipolazione del processo riproduttivo umano. La fecondazione artificiale, nata per sconfiggere l'infertilità, si è imposta all'opinione pubblica, con la nascita nel 1978 di Louise Brown, la prima bambina concepita in vitro. Da allora la tecnica si è consolidata in molti paesi ed oggi è alla portata di molti centri ospedalieri e di cliniche private. Di pari passo con l'affermarsi della FIVET (Fecondazione in vitro con embrio - transfer) si sono presentati interrogativi etici e giuridici sulla mortalità della tecnica, sul destino degli embrioni soprannumerari, sui problemi dello status giuridico dell'embrione e sui rapporti tra i donatori e la famiglia di fatto.

La riflessione filosofica cattolica si è posta diversi quesiti relativi all'inizio della vita umana ed ha elaborato risposte conformi al sistema di valori che si fonda sull'indisponibilità della vita perché dono di Dio. Così la fecondazione artificiale eterologa viene considerata non conforme alla dignità degli sposi e della verità del matrimonio considerato sacramento. La fecondazione naturale rispetta, secondo questa visione, il significato unitivo e quello procreativo che sono i fondamenti profondi dell'atto coniugale. Quanto alla fecondazione omologa in vitro i credenti si chiedono se non possa costituire un aiuto, se non addirittura una terapia contro la sterilità, ma sembra tuttavia negativo la valutazione morale su questa pratica di fecondazione assistita (FIVET). L'inseminazione artificiale omologa è ammessa dalla Chiesa e dai credenti solo come facilitazione e aiuto dell'atto coniugale procreativo, ma viene condannata se è sostitutiva di quell'atto perché scinde il significato unitivo da quello procreativo. La riflessione filosofica laica si è posta quesiti nuovi e diversi: si è chiesta se sia veramente importante sapere quando comincia la vita o se non sia invece essenziale capire a quale momento attribuire importanza nell'inizio della vita; se sia veramente importante sapere che cos'è un embrione nei momenti diversi del suo sviluppo o se non sia più utile cercare di capire quand'è che l'embrione diventa "persona". La persona è caratterizzata dalla capacità razionale e non c'è nessuna disciplina, o scienza naturale o biologica, che possa definire la capacità razionale. Secondo i filosofi laici i problemi morali vengono posti nel momento in cui nascono dei dubbi nei confronti dell'esistenza e non problemi relativi alla natura dell'embrione; quindi il problema morale è quello di sapere quali sono i doveri nei confronti dell'embrione cioè sapere quanta tutela gli è dovuta.

Questo può essere risolto indipendentemente dalla tesi relativa alla natura dell'individuo e anche se essa fosse falsa. L'embrione deve essere tutelato anche se non è considerato una persona. Ma l'embrione è un individuo umano? Innanzi tutto bisogna dare una definizione di embrione "L'embrione è il prodotto del concepimento nelle sue fasi iniziali". I ricercatori dello statuto ontologico dell'embrione umano negano che esso sia un essere umano in generale, quindi "l'embrione umano è un individuo umano a pieno titolo"?

Quale rispetto è dovuto all'embrione umano, tenuto conto della sua natura e della sua identità?

L'essere umano è da rispettare, come persona, fin dall'istante della sua esistenza. Dal momento che l'ovulo è fecondato, si inaugura una nuova vita che non è del padre o della madre, ma di un altro essere umano che è in fase di sviluppo. L'essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal momento del concepimento e da quel momento gli si devono riconoscere i diritti di una persona umana e quello più importante è il diritto inviolabile alla vita. L'embrione oltre ad essere trattato come persona deve essere difeso nella sua integrità, curato e guarito il più possibile, come ogni altro essere umano nell'ambito dell'assistenza medica. L'embrione umano prima del 14° giorno dal momento della fecondazione non può essere considerato un individuo biologico. Ma la conclusione ottenuta dai dati oggi disponibili della biologia è la seguente: l'embrione fin dalla fecondazione è un individuo umano che inizia il suo ciclo vitale. Di conseguenza se si riconosce l'embrione umano come individuo umano con qualità e dignità propria della persona, si deve conseguentemente riconoscere l'obbligo della sua protezione giuridica. Il Comitato Nazionale per la Bioetica italiano è intervenuto al riguardo pubblicando nel 1992 un documento di ben 450 pagine comprendente la legislazione straniera sulla procreazione assistita. Oggi, comunque, nel nostro ordinamento giuridico non vi è alcun divieto, a nessun livello, di procedere all'applicazione delle tecniche di fecondazione in vitro con successivo trasferimento dell'embrione nell'utero di donna.

L'ultima proposta di legge in ordine di tempo è quella del 1999.

I PUNTI DELLA NUOVA LEGGE

No all'eterologa

La legge consente solo la fecondazione omologa (con i gameti della coppia) mentre è stata vietata quella eterologa (con i gameti di donatori esterni), il ricorso alla procreazione assistita è consentito solo nei casi di sterilità documentata e non risolvibile terapeuticamente.

Sanzioni

Severe sanzioni per i medici che praticano l'eterologa o fanno nascere un figlio dopo la morte di uno dei due partner, da 3 a 10 anni e multe fino a 300 milioni. La coppia non è punibile.

Quali coppie

Potranno accedere alla provetta anche le coppie di fatto, oltre a quelle coniugate, purché si tratti di maggiorenni in età potenzialmente fertile, la legge precisa anche che deve trattarsi di coppie non omosessuali.

Età

Solo le coppie in età "potenzialmente fertile" potranno accedere alla fecondazione assistita, il testo originario indicava il limite di 52 anni per le donne.

Embrioni

Gli embrioni finora congelati potranno essere adottati se la coppia che li aveva fatti produrre non chiederà entro 3 anni il loro impianto.

No alla clonazione

Niente clonazione per esseri umani. Severissime le sanzioni per chi contravviene alla norma: da 10 a 12 anni di reclusione.

Riconoscimento

I figli della provetta potranno essere riconosciuti anche dalla sola madre, è anche sancito il divieto per il padre di disconoscere il figlio nato con il seme di un altro uomo (nei casi di fecondazione eterologa realizzati finora o praticati illegalmente).

Consenso informato

Alle coppie che chiedono di ricorrere alla provetta devono essere spiegati, da parte del medico (e dello psicologo) i possibili effetti, sanitari e psicologici della loro scelta e deve essere prospettata la possibilità di ricorrere all'adozione o all'affidamento.