LA BIOETICA

 

Che cos'è?

 La Bioetica è una nuova disciplina che nasce come campo di riflessione e di ricerca sui dilemmi morali sollevati dalla innovazione tecnologica in biologia e in medicina. La Bioetica esprime il bisogno di affrontare i quesiti posti dalle frontiere aperte dalla ricerca biologica e medica e delle sue applicazioni per definirne percorsi e confini. La Bioetica riflette l'esigenza di pensare gli stessi scopi della scienza medica che è arrivata a decifrare i processi biologici della nascita e della morte, che ha superato i confini della vita stessa: può creare la vita in provetta e, posporre oltre i limiti naturali, la morte con la terapia intensiva. La Bioetica esprime anche il bisogno di affrontare i quesiti posti dalle frontiere aperte dalla Biologia molecolare e le perplessità sollevate dai progressi dell'ingegneria genetica che consente di intervenire sul patrimonio genetico (di uomini ,piante e animali ) per correggerlo e manipolarlo. Il termine Bioetica, usato per la prima volta nel 1970 da Van R. Potter, oncologo, nel titolo del suo libro, Bioethics: Bridge tothe future, rifletteva il bisogno di creare un ponte tra la cultura umanistica ( filosofia, teologia, diritto, sociologia ….) e quella scientifica, e tra i valori morali e le nuove frontiere delle scienze della vita. Esistono tuttavia posizioni differenti riguardanti una vera e propria definizione di Bioetica che possono essere grossolanamente raccolte in due filoni:

1.     C'è chi inserisce la Bioetica nell'alveo tradizionale dell'etica con un "rinascimento" della filosofia pratica determinato dal progresso della tecnologia e della medicina che crea nuovi problemi.

2.     C'è chi, al contrario, vede nella Bioetica una nuova che si differenzia dall'etica tradizionale e, soprattutto dall'etica medica, per assurgere a nuovi compiti e a nuove definizioni.

La Bioetica non si può definire una scienza in quanto la scienza si occupa di descrizioni mentre l'etica si occupa di prescrizioni o di valutazioni. In questa prospettiva il termine "bioetica" indica la riflessione etica sui problemi sollevati dall'intervento dell'uomo in campo medico e biologico, riflessione che è richiesta per stabilire se gli interventi sulla vita biologica siano o no moralmente leciti. Dopo ormai due decenni d'intenso dibattito si può dire che l'uso di gran lunga prevalente di "bioetica" è il secondo, e lo stesso Potter sembra riconoscerlo quando, in un contributo più recente, indica con gobal bioethics il tipo di riflessione da lui sviluppato. Possiamo dunque dire abbastanza tranquillamente che la bioetica è una branca - forse quella più vivace- dell'"etica applicata" (che comprende l'etica degli affari, l'etica del giornalismo ecc.),cioè di quel tipo di riflessione in cui le varie "teorie etiche" una riflessione "teorica" sono applicate a un particolare ambito d'indagine per indagarne la coerenza o la sostenibilità.

 

Qual è la specificità della Bioetica?

 La Bioetica è uno dei fenomeni culturali contemporanei più interessanti e significativi. Ma molti si chiedono ancora in che cosa consista la novità specifica della Bioetica. Alcuni sostengono che tale novità stia nel più ampio campo di indagine; mentre le discipline tradizionali limitano la loro attenzione al solo mondo umano, la bioetica si occupa di tutto il vivente; sia quello animale, sia quello vegetale e a volte di tutto l'ecosistema. Altri pongono l'accento sulla metodologia di ricerca: mentre le discipline tradizionali operano in base a precisi metodi di indagine stabiliti nel corso della storia, la bioetica è un campo essenzialmente interdisciplinare al quale cooperano discipline diverse come la filosofia, la teologia, la psicologia, la sociologia, la biologia, la storia, l'economia….

Altri ancora individuano il carattere distintivo della bioetica nella forte "esigenza giustificativa" che ne anima la riflessione e sottolineano la particolare attenzione posta al rigore argomentativo e alla esplicitazione delle ragioni addotte a sostegno di una data tesi: la crescente medicalizzazione della vita e il degrado dell'organizzazione sanitaria comporterebbero una "disumanizzazione" degli interventi in campo Biomedico tale da richiedere con urgenza una più rigorosa e precisa giustificazione delle scelte.

Altri ancora osservano che la novità è legata alla presenza di problemi etici del tutto nuovi, derivanti dallo straordinario progresso biologico.

Altri ancora riconoscono che nessuna di queste caratteristiche riesce, da sola, a cogliere la specificità della bioetica e cercano di combinarle, osservando che l'applicazione dell'etica (tradizionale) al caso concreto richiede un lavoro preparatorio tanto difficile e denso da richiedere una disciplina apposita, così che la bioetica diventa una specie di disciplina sui generis, non certo autonoma "dall'etica tradizionale", ma specifica proprio per il suo stato intermedio, misto, complesso in quanto a interazioni. La specificità della bioetica starebbe quindi proprio nel tentativo di conciliare il novum factibile (che non può essere rifiutato a priori) con i principi etici tradizionali. Accanto a queste posizioni va poi annoverata quella secondo cui la novità e la specialità della Bioetica consiste nell'aver posto il problema "della etica" dell'avanzamento tecnologico per cui "non tutto ciò che è tecnicamente possibile è per ciò stesso eticamente lecito". Nessuna delle risposte esaminate appare soddisfacente e per risolvere il quesito occorre guardare alla storia.

 

 

LA STORIA DELLA BIOETICA

 

 

 

La bioetica è il termine coniato da Van Resselaer Potter nel 1970. Potter aveva rilevato che in passato l'etica, intesa come riflessione sui valori umani e sulle caratteristiche ideali dell'azione dell'uomo, era stata considerata un settore degli studi umanistici, destinata ad essere relegata, per lo più, all'interno di dispute filosofiche. Egli intende questo vocabolo come criterio al quale l'uomo si deve riferire nella determinazione dei valori morali.

La bioetica, nell'idea del suo fondatore, dunque, rappresenta un tentativo di sanare la separazione tra scienza della natura (biologia) e scienza dello spirito (etica), per prospettare un avvenire vivibile per l'uomo e tracciare un "ponte verso il futuro" tanto che ha per scopo il miglioramento di tutto l'ecosistema. La genesi di questa nuova disciplina e dell'etica applicata è dunque nell'avanzamento delle tecniche biomediche e nel rinnovato "clima culturale " degli anni 60 negli stati Uniti d'America. Caso tipico del mutato clima culturale è il divieto relativo alla contraccezione: mentre solo pochi decenni prima era ritenuto immorale, negli anni 60 in poco tempo emerge un intuizione diffusa, nuova che ammette la liceità della contracezione.

Il termine "Bioetica" ha avuto fortuna e si è diffuso con forza irresistibile proprio perché riesce ad indicare lo stacco culturale tra la riflessione morale degli anni 50 e quella degli anni 70. Nella seconda metà degli anni sessanta alcuni studiosi statunitensi: il filosofo cattolico Daniel Callahan, il ginecologo cattolico di origine olandese Andrè E. Hellegers e il teologo protestante Paul Ramsey approfondiscono i temi etici dell'aborto e della sanità della vita, contribuendo fortemente alla rinascita dell'etica medica. Nel 1969 D. Callahan co-fonda un nuovo centro di ricerca a Hastingson-Hudson, (New York: The Hastings Center) che è il primo istituto per la Società l'Etica e le scienze della vita. Esso si propone, al di là di qualsiasi ideologia e religione, di affrontare e fornire una soluzione alle questioni etiche emerse con le nuove conquiste in campo biomedico. The Hastings Center si contraddistingue per il forte proposito politico-pedagogico. Alla fine degli anni '60 il passaggio di A. Hellegers alla Georgetown University e la presenza di P. Ramsey nella stessa sede con il compito di fare ricerca sull'etica medica, sfociano nella fondazione, nel 1971, del The Kennedy Institute of Ethics presso la Georgetown University di Washington. L'istituto si propone di promuovere una concezione di bioetica, inteso come "antropologia morale" fondata sulla ricerca di ciò che è universalmente umano, e concretizza la ricerca della " Encyclopedia of Bioethics", pubblicata nel 1978: il più completo e autorevole strumento per chi si occupi di temi bioetici. Da allora questa "disciplina" nuova è stata introdotta nelle università. Nel 1985 è stata istituita in Italia la prima cattedra di Bioetica presso La Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università Cattolica di Roma. Nel 1993 il direttore generale dell'UNESCO ha istituito il CIB, Comitato internazionale di Bioetica, per studiare e valutare le prospettive e le immense potenzialità degli studi biomedici ed, in particolare, il progetto Genoma Umano. Anche in Italia nel 1990 è sorto, il Comitato Nazionale di Bioetica che sino ad oggi ha analizzato svariate tematiche etiche di scottante attualità. L'autorevole Encyclopedia of Bioethics, New York 1978, di cui ora disponibile una seconda edizione 1995 definisce la bioetica come "lo studio sistematico della condotta umana nell'ambito della scienza della vita e della cura della salute, in quanto questa condotta è esaminata alla luce dei valori morali e dei principi". La bioetica si può concepire allora come "quella parte della filosofia morale che ha per oggetto e ambito l'intervento dell'uomo sull'uomo in campo biomedico". Si tratta quindi di un'elaborazione razionale che riguarda l'aspetto etico(il lecito e il non-lecito) nel vasto e importantissimo campo delle scienze mediche.

 Cosa studia la bioetica?

La Bioetica si occupa di diverse problematiche. Tra le più importanti ricordiamo:

*    Fecondazione assistita;

*    Embrione umano;

*    Aborto;         

*    Questioni bioetiche relative all'inizio della vita umana;

*    Trapianti d'organi;

*    Eugenetica;

*    Sperimentazione clinica;

*    Questioni relative alla conservazione della vita umana;

*    Dibattito etico sul progetto genoma umana;

*    Bioetecnologie;

*    Ingegneria genetica;

*    Clonazione;

*    Questioni relative alla manipolazione genetica;

*    Eutanasia;

*    Accanimento terapeutico;

*    Cure palliative;

*    Questioni di Bioetica relativa alla fine della vita umana.