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Le allergie sono un fenomeno oggi molto diffuso, soprattutto nei paesi più industrializzati.
Questo disturbo che colpisce sempre più i giovani e abbiamo letto in un articolo sulla rivista Newton che pare aver effetto soprattutto a causa non solo dell’inquinamento atmosferico, che irrita e sensibilizza le vie respiratorie, ma anche dell’eccessiva pulizia e del troppo "salutismo" cui sottoponiamo i nostri corpi, sfamati con cibi sterilizzati in case sempre più pulite, calde ed asciutte, senza quella promiscuità che una volta faceva girare così bene le varie malattie finendo, in un certo senso, con il renderci più forti e in modo naturale. Con l'igiene ossessiva, il corpo umano non crea anticorpi e quando i pollini fanno la loro comparsa, iniziamo a starnutire, il naso gocciola, gli occhi sono rossi, gonfi e lacrimanti con tanto di congiuntivite, c'è il fastidioso prurito in gola o il formicolio al naso.
Sembra che un’altra causa possa essere ricercata nelle madri che durante la gravidanza hanno continuato a fumare, causando forse crisi d’asma al piccolo. Anche i cambiamenti del clima favorirebbero la fioritura e quindi i pollini, prolungandone la stagione.
Noi oggi abbiamo un sistema immunitario molto diverso da quello dei nostri nonni: siamo stati vaccinati verso cose contro cui i nostri nonni non lo sono stati, per il semplice motivo per cui all’epoca non esistevano ancora i vaccini; quindi, ci sono state risparmiate una serie di malattie, e il nostro sistema immunitario, non ha avuto a che fare con certi antigeni. Pertanto se i nostri linfociti T non vengono spinti a riconoscere certi antigeni, hanno un ampio margine, per riconoscerne degli altri. Il sistema immunitario ha una soglia costante minima di attivazione, sotto la quale non funziona, e che deve essere il più possibile mantenuta da agenti patogeni. Se noi togliamo una serie di potenziali stimoli, dobbiamo necessariamente TROVARNE DEGLI ALTRI. Questi "altri", non sono atro che agenti, i quali, nella maggior parte della popolazione non inducono alcun danno, mentre in un buon 25% mettono in moto queste risposte allergiche che recano così danno all’organismo.
Per conoscere meglio la diffusione delle allergie, abbiamo pensato di svolgere un'indagine prendendo come campione i ragazzi del nostro istituto, preparando e distribuendo loro un
questionario. I risultati ottenuti sono stati elaborati al computer, creando con EXCEL una tabella che ci è servita, inserendo alcune funzioni apprese in matematica, prima per contare i dati, e poi per costruire i grafici:|
Il questionario compilato ci è stato restituito da 365 ragazzi del nostro istituto, di età compresa tra i 14 ed i 19 anni |
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75 alunni intervistati hanno dichiarato di soffrire di forme allergiche. |
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I maschi che soffrono di allergie sono 15 su un totale di 86 intervistati (i maschi nel nostro istituto sono in netta minoranza !!), pari al 15%, le femmine sono 59 su un totale di 279 intervistate, pari al 17%.
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Le cause delle allergie più comuni sono: pollini, polvere, animali ed altri allergeni. Dalle risposte si è potuto notare che la causa principale delle allergie respiratorie è la polvere con il 41%, seguita dai pollini con il 32%; meno "colpevoli" sono gli animali con il 13% e infine troviamo altri allergeni presenti in una percentuale del 14%. |
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I sintomi con cui si può manifestare un'allergia sono diversi: rinite nel 34% dei casi, congiuntivite nel 38%, asma bronchiale nel 19% e infine sintomi di diverso tipo nel 9%. |
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La maggior parte dei ragazzi ha scoperto di di essere allergica quando si sono manifestati i sintomi (48%), o in seguito ad esami specifici (43%), mentre il 9% non ricorda. |
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Le età in cui si è manifestata la prima volta è molto varia: La maggior parte degli intervistati (32%) non ricorda l'età esatta in cui l'allergia si è manifestata, il 20% l'ha manifestata dalla nascita 20%, il 23% dopo i 6 anni, e il 25% dopo i 10 anni. |
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Le domande del nostro questionario erano poi rivolte a conoscere se anche i familiari dei ragazzi allergici soffrono di allergie: le risposte evidenziano che la maggior parte dei famigliari degli alunni intervistati non soffre di nessuna allergia (72%), la rimanente parte ha almeno un componente della famiglia allergico (28%). |
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Nelle famiglie degli intervistati le cause principali delle allergie sono i pollini (31%), seguiti dalle polveri (28%), dagli animali (14%) e infine da altre cause ( 27%). |
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Alla fine abbiamo chiesto ai nostri compagni se avere allergie condiziona la loro vita; la maggior parte ha risposto NO (71%), mentre il 29% ha risposto SI. |
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Analizzando le risposte abbiamo potuto rilevare che le allergie tra i ragazzi del nostro istituto sono un fenomeno purtroppo ampiamente diffuso, all'incirca in egual misura tra maschi e femmine, anche se fortunatamente la maggior parte degli intervistati ha detto che non condiziona la loro vita (a noi la cosa è sembrata un po’ strana …)
Pollini e polveri sono le cause più comuni che le scatenano, ed i sintomi più comuni sono congiuntivite e rinite
Molti non ricordano con precisione quando si sono manifestati i primi sintomi, anche perché probabilmente all'inizio sono stati sottovalutati o male interpretati; comunque dal grafico si può notare anche che le allergie si possono manifestare ad ogni età
Quasi un terzo dei nostri compagni intervistati ha genitori o fratelli che soffrono di allergie, il che potrebbe far pensare a una predisposizione ereditaria, ed anche tra i familiari le forme più comuni di allergia sono riniti e congiuntiviti.
Finora non ci eravamo resi conto di quanto le allergie fossero diffuse tra i giovani; questa ricerca ci ha aiutato a capire e a non sottovalutare l'importanza del problema.