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MALATTIE GENETICHE |
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Introduzione
I cromosomi sono strutture bastoncellari, chimicamente composte da acido desossiribonucleico (DNA) e proteine, presenti in tutte le cellule. Il DNA cromosomico è suddiviso in unità, chiamate geni, che sono responsabili del mantenimento e della trasmissione delle caratteristiche ereditarie dell’organismo. Normalmente ciascuna cellula somatica contiene un numero fisso di cromosomi, caratteristico di ciascuna specie (la specie umana ne ha 46) e ciascun cromosoma viene portato in due copie. Le cellule germinali invece contengono solo la metà del numero di cromosomi delle cellule somatiche, poiché hanno un solo esemplare di ciascun cromosoma. Durante la fecondazione, la fusione della cellula uovo con lo spermatozoo produce la restaurazione del corredo cromosomico completo tipico della specie, con la metà dei cromosomi proveniente da ciascun genitore. Il genoma è l'intero patrimonio
genetico di un organismo vivente: quelle patologie la cui causa consiste
in un’alterazione di questo sono considerate malattie
genetiche. Se interessano alterazioni del numero e della forma dei
cromosomi, vengono definite malattie
cromosomiche, mentre si parla di
malattie
geniche se riguardano l’alterazione di un
singolo gene.
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Le principali anomalie cromosomiche sono: |
Nome Inglese: Down's Syndrome; Trisomy 21
Frequenza: 1/750 nati vivi
Cos'è
la sindrome di Down?
Il termine sindrome indica genericamente
una serie di disturbi e/o malformazioni che si verificano in uno stesso
individuo, riconducibili ad una causa comune. La
sindrome di Down (detta anche trisomia 21 e comunemente indicata con il
nome di "mongolismo") è la più frequente forma di ritardo
mentale. Prende il nome dal dottor John Langdon Down, che per primo la
descrisse nel 1866. I caratteri fisici delle persone affette dalla
sindrome di Down sono riconoscibili e ben noti alla maggior parte delle
persone: tipici sono gli occhi a mandorla (da qui il nome di
mongolismo), il naso corto, il ponte nasale stretto, la bocca spesso
aperta con lingua tozza e protrudente, le dita tozze.
Quali
sono le cause della sindrome di Down?
La
sindrome di Down è causata dalla presenza nel patrimonio genetico di un
cromosoma 21 in più (raramente trasmesso dal padre, nel 10% circa dei
casi), si parla infatti di trisomia 21, perché questo è presente in
triplice copia. Nella maggior parte dei casi (quasi il 90%) la trisomia
21 è dovuta ad un meccanismo chiamato non disgiunzione. In questi casi
la trisomia è definita primaria e ha origine quando in uno o più
gameti le coppie di cromosomi 21 non si separano.
In
un numero molto più basso di casi la trisomia è dovuta ad un processo
chiamato traslocazione, nel quale le persone affette hanno
apparentemente un numero normale di cromosomi, ma in realtà possiedono
tre copie del cromosoma 21, perché una di queste (o una parte
importante) è fusa ad un altro cromosoma. Le persone affette da
sindrome di Down dovuta a traslocazione nascono in genere da genitori
perfettamente normali, di cui uno (generalmente la madre) è portatore
della traslocazione. I genitori non hanno nessun sintomo perché
possiedono una traslocazione di tipo bilanciato: hanno cioè una copia
normale del cromosoma 21 più una copia fusa ad un altro cromosoma,
perfettamente funzionante. Hanno quindi una quantità di materiale
genetico normale, anche se distribuita in modo anomalo.
Nella
sindrome di Down dovuta a traslocazione i sintomi sono uguali a quelli
della primaria e senza le analisi appropriate è impossibile stabilire
se una persona Down sia affetta da trisomia primaria o in seguito a
traslocazione. E' però importante sapere se esista una traslocazione,
perché influenza la probabilità degli stessi genitori di avere altri
figli Down.
Quali
sono i sintomi della sindrome di Down?
Oltre
al caratteristico aspetto fisico, le persone Down possono presentare
diversi problemi, che si possono manifestare in modo più o meno grave:
o
ritardo mentale e il ritardo nella crescita
(sempre presenti in forma molto variabile);
o
difetti cardiaci;
o
un parziale deficit delle difese immunitarie;
o
epilessia, costipazione o celiachia (possono
essere presenti, in modo molto variabile).
Esiste
una cura per la sindrome di Down?
Attualmente,
non esiste alcun trattamento in grado di guarire o prevenire la sindrome
di Down. L'unica importantissima terapia che permette di ottenere uno
sviluppo armonico e un buon inserimento scolastico, sociale e lavorativo
è quella riabilitativa.
Quali
sono le prospettive per le persone affette dalla sindrome
di Down?
Un tempo, le persone affette dalla sindrome di Down avevano una prospettiva di vita molto inferiore (in qualità e durata) rispetto alle persone sane. Oggi la situazione è notevolmente migliorata: gli interventi cardiaci (quando necessario), il trattamento delle infezioni e in generale le cure migliori che oggi sono disponibili permettono alle persone Down di vivere sempre più a lungo, anche se l'aspettativa di vita è ancora statisticamente di 10-15 anni inferiore alla media. Anche la qualità nella vita è notevolmente migliorata.
Qual
è il rischio di avere un figlio affetto dalla
sindrome
di Down?
Nel
98% dei casi la sindrome di Down non è ereditaria, cioè i bambini
affetti nascono da genitori perfettamente normali. Il fattore di rischio
più importante identificato finora riguarda l'età della madre, ciò
non toglie che anche le donne più giovani possono avere figli Down, ma
con una probabilità molto più bassa rispetto alle donne di età
superiore ai 35 anni.
Sinonimi: Delezione
braccio corto cromosoma 18; Monosomia 18-p
Nome Inglese: Short
Arm 18 Deletion Syndrome
Cos’è
la sindrome 18-p?
Nel caso della sindrome 18-p la causa è
genetica, e consiste nella delezione (mancanza) del braccio corto del
cromosoma 18. Mentre normalmente ognuno di noi possiede 2 copie di
ciascun cromosoma e dei geni in essi contenuti, i bambini affetti dalla
delezione possiedono una sola copia di tutti i geni contenuti nel
braccio corto del cromosoma 18. Circa il 60% dei bambini portatori della
delezione sono femmine.
Il ritardo mentale, di vario grado, è
una caratteristica molto frequente, così come i problemi di linguaggio.
I bambini sono spesso più bassi della media e possono avere
caratteristiche somatiche particolari, come alterazioni dei padiglioni
oculari e alcune caratteristiche facciali.
In circa il 67% dei casi si osserva una
malformazione dello sviluppo del cervello che ha un ampio grado di
severità: dalla malformazione ciclopica al ponte nasale piatto.
Nome Inglese: Edwards Syndrome La sindrome di Edwards è detta anche
trisomia 18 perché è causata dalla presenza di 3 copie del cromosoma
18, anziché di 2 copie. Il numero totale di cromosomi è quindi 47 e
non 46. I bambini affetti presentano grave
ritardo di crescita (anche nel periodo prenatale), grave ritardo
mentale, malformazioni multiple: micrognazia (mascella di dimensioni
inferiori alla norma), occipite prominente, alterazioni degli arti,
cardiopatia, anomalie renali. Alla sindrome sono associati moltissimi
difetti che causano morte prematura. Nome Inglese:
Klinefelter Syndrome I soggetti affetti da questa sindrome
hanno 47 cromosomi, con un cromosoma X soprannumerario (cariotipo 47,
XXY). La sindrome di Klinefelter può presentarsi anche in mosaico: in
questo caso i pazienti presentano sia cellule con cariotipo 46, XY sia
cellule con cariotipo 47, XXY; in questi pazienti le caratteristiche
cliniche della sindrome sono attenuate. Caratteristiche generali sono:
ipogonadismo (testicoli di dimensioni ridotte), bassi livelli di
testosterone, mancata produzione di spermatozoi (azoospermia) e quindi
sterilità; possono essere presenti una sproporzione tra lunghezza degli
arti e lunghezza del tronco e statura superiore alla media. Nome Inglese: Patau
Syndrome La sindrome di Patau è detta anche
trisomia 13 perché è causata dalla presenza di 3 copie del cromosoma
13, anziché di 2 copie. Il numero totale di cromosomi è quindi 47 e
non 46. Nella maggior parte dei casi il meccanismo che causa la trisomia
è la non disgiunzione dei cromosomi durante la divisione cellulare che
porta alla formazione degli ovociti: anziché separarsi l’uno
dall’altro nelle 2 cellule figlie, i 2 cromosomi 13 vanno entrambi
nella stessa cellula figlia. E’ stato dimostrato che l’età materna
è un fattore di rischio per eventi di non disgiunzione: all’aumentare
dell’età tale evento si verifica più frequentemente. Come
si manifesta la sindrome di Patau? Alcune delle
principali caratteristiche di questa sindrome sono: ritardo di crescita,
grave ritardo mentale, malformazioni multiple: difetti cranio-facciali e
malformazioni oculari, polidattilia (presenza di dita sovrannumerarie),
cardiopatia, anomalie renali, ecc… La sindrome di Patau comporta morte
prematura e solo eccezionalmente si ha il raggiungimento dell’età
adulta. Nome Inglese:
Turner’s Syndrome Nella maggior parte dei casi (circa il
50%) la sindrome di Turner è causata dalla mancanza di un cromosoma X
("monosomia X"); il cariotipo è quindi indicato con la
formula 45, XO. Caratteristiche
principali della sindrome di Turner sono: linfedema periferico (mani e
piedi gonfi a causa di stasi linfatica), pterigio del collo (collo corto
“a tenda”), bassa statura, amenorrea primaria (mancata comparsa
delle mestruazioni). Talvolta sono presenti anche cardiopatia,
ipertensione e anomalie renali. Sia l’intelligenza sia l’attesa di
vita sono normali. Nome Inglese: Williams Syndrome;
Williams-Beuren’s Syndrome; WS La sindrome di Williams è una malattia
genetica dovuta alla perdita di un piccolo frammento (microdelezione)
del braccio lungo del cromosoma 7. Spesso i volti delle persone affette
dalla sindrome vengono affettuosamente descritti come volti da
"gnomi": hanno per lo più la testa piccola (microcefalia), la
fronte larga e gli zigomi poco evidenti. Il naso è piccolo e rivolto
all’insù, la bocca piuttosto larga con labbra grosse e i tessuti
intorno agli occhi e le guance sono "pieni". Gli occhi sono
spesso azzurri è l’iride è stellata. Accanto a problemi organici e
alla scarsa abilità in alcuni campi cognitivi, le persone affette dalla
sindrome di Williams possono però dimostrare notevoli capacità verbali
e musicali e sono dotate di un carattere estremamente espansivo,
generalmente sono affettuosi e socievoli. Il danno genetico che causa la sindrome
di Williams è la presenza di una microdelezione in una delle due copie
del cromosoma 7. La regione coinvolta nella delezione contiene numerosi
geni, solo alcuni dei quali sono stati identificati. Uno di questi è il
gene dell’elastina, una proteina che dà elasticità a molti tessuti e
organi come le arterie, l’intestino, i polmoni, la pelle, le corde
vocali. La delezione del gene dell’elastina si presenta in circa il
95% dei pazienti affetti da sindrome di Williams: queste persone
possiedono quindi una sola copia del gene dell’elastina, che
presumibilmente non è sufficiente a produrre la quantità di elastina
necessaria. Il deficit di elastina provoca alterazioni cardiache e
vascolari, rende la voce roca e la pelle facile all’invecchiamento. Oggi è possibile avere una diagnosi
certa, nei casi clinicamente sospetti, mediante l’esame molecolare
FISH (Fluorescent In Situ Hybridisation) che mette in evidenza
l’assenza del gene dell’elastina sul cromosoma 7. I pazienti affetti
hanno un rischio del 50% di trasmettere la sindrome ai propri figli. Quali
sono le caratteristiche cliniche della sindrome di Williams? Una caratteristica frequente è il
restringimento (stenosi) dell’aorta nella sua parte iniziale. La
maggior parte di queste stenosi sono benigne: l’intervento chirurgico
è necessario solo in una piccola percentuale di bambini. Le stenosi
possono verificarsi anche all’altezza delle arterie dei polmoni, del
fegato e dei reni. Nei primi anni di vita i bambini possono
avere problemi gastro-intestinali, come difficoltà di alimentazione,
vomito, dolori addominali, diarrea. Il rifiuto del cibo può essere
molto forte; possono esserci problemi di masticazione e deglutizione.
Molti bambini affetti dalla sindrome manifestano strabismo, problemi di
profondità visiva e otiti. Tipica è anche l’ipersensibilità ai
rumori forti e acuti presente tra il 70% e il 90% dei casi. I denti sono
spesso piccoli, o a volte mancano. Alla nascita presentano statura e
peso generalmente inferiori alla norma. Crescendo la statura rimane
sempre al di sotto degli standard. Il torace è stretto, il collo lungo
e le spalle cadenti. La pubertà è spesso anticipata. Quali
sono le caratteristiche psichiche delle persone
affette
dalla sindrome di Williams? Sono presenti un certo ritardo
nell’acquisizione delle tappe fondamentali dello sviluppo motorio e
problemi con l’equilibrio e con la coordinazione dei movimenti e
spesso nell’infanzia si rileva un’iperattività che tende a
scomparire con l’adolescenza. Il ritardo intellettivo varia dal grado
medio al grave. Da piccoli i bambini con sindrome di Williams presentano
un ritardo nel linguaggio, che viene poi recuperato ampiamente negli
anni. Difficilmente le persone affette riescono a sostenere una
conversazione non iniziata da loro, fanno domande stereotipate, sono
spesso ecolalici (cioè ripetono parole dette da altri) e ripetitivi.
Quando sono frustrati reagiscono impulsivamente e possono presentare
forti e ripetuti eccessi di collera. Nome
Inglese: Angelman Syndrome; AS Le caratteristiche principali della
sindrome di Angelman sono un grave ritardo psicomotorio, l’assenza di
linguaggio o l'utilizzo di poche parole, problemi di equilibrio e
movimenti scoordinati con tremore agli arti. Altre caratteristiche
comuni a tutte le persone affette sono: la tendenza a ridere in modo
eccessivo e senza motivo, ipereccitabilità, iperattività, scarsa
attenzione. Altri tratti frequenti (presenti in più
dell’ 80% dei pazienti) sono la microcefalia (testa piccola rispetto
al resto del corpo), che si rende evidente dopo i 2 anni di vita, e la
presenza di crisi convulsive che insorgono entro i 3 anni. Frequenti
sono anche i disturbi del sonno. I bambini tendono a nascere più
piccoli del normale, hanno frequentemente problemi di alimentazione, con
difficoltà di suzione o rigurgito, ed alcuni di essi soffrono più
facilmente di infezioni delle vie aeree. La scoliosi può essere un
problema negli adulti. Quali
sono le cause genetiche della S. di Angelman? La sindrome di Angelman è causata
dall’assenza di una porzione del cromosoma 15 (15q11-q13) di origine
materna. A causa di un complesso meccanismo biologico chiamato
imprinting, i geni contenuti in questa porzione del cromosoma 15 sono
funzionanti solo nel cromosoma materno e sono "spenti" in
quello paterno. Le cause genetiche della S. di Angelman
sono sostanzialmente: o
delezione (perdita) della regione 15q11-q13
(50-75% dei casi); o
disomia uniparentale (circa 2-4% dei casi): per
dei complessi motivi biologici è possibile che entrambi i cromosomi 15
siano di origine paterna. Nome Inglese: Prader-Willi Syndrome (PWS) La sindrome di Prader-Willi è causata
dall’assenza di una porzione del cromosoma 15 (porzione contrassegnata
come 15q11-q13). Il caso della Sindrome di Prader-Willi è piuttosto
particolare: la malattia si osserva solo nelle persone in cui è la
mancanza riguarda il cromosoma 15 di origine paterna. A causa di un
complesso meccanismo biologico chiamato imprinting, i geni contenuti in
questa porzione del cromosoma 15 sono funzionanti solo nel cromosoma
paterno e sono "spenti " in quello materno. Le cause genetiche della S. di
Prader-Willi sono sostanzialmente: o
delezione (mancanza) della regione 15q11-q13 (70%
dei casi). o
disomia uniparetale (circa 30% dei casi): per dei
complessi motivi biologici è possibile che entrambi i cromosomi 15
siano di origine materna. o
mutazioni del centro di imprinting (1-2%); in
questi casi l’alterazione è localizzata nella stessa regione del
cromosoma 15 ma è più sottile e coinvolge esclusivamente un piccolo
frammento, chiamato centro dell’imprinting, che regola l’espressione
dei geni circostanti. Il funzionamento corretto di questa regione
permette l’espressione dei geni della regione 15q11-q13 di origine
paterna. Quando il centro dell’imprinting è mutato, i geni che
dovrebbero essere espressi dal cromosoma paterno non lo saranno più. Quali
sono i disturbi causati dalla S. di Prader-Willi? I neonati affetti dalla sindrome di
Prader-Willi manifestano ipotonia, cioè un abbassamento del tono
muscolare, che causa debolezza diffusa. Per questo hanno spesso gravi
difficoltà nell’alimentarsi, con problemi di suzione e deglutizione. L’ipotonia migliora con il tempo e già
in età infantile i bambini cominciano a mostrare alterazioni del
comportamento, tra cui spicca l’iperfagia, cioè il bisogno
incontrollabile di cibo, che rappresenta uno dei maggiori problemi
causati dalla sindrome e che, in assenza di interventi, può portare ad
una grave obesità e a complicazioni anche fatali. Si pensa che a
causare l’iperfagia sia una disfunzione dell’ipotalamo (la regione
del cervello che regola l’appetito). I bambini con sindrome di Prader-Willi
hanno un carattere gioviale ed allegro e solitamente non presentano
problemi di comportamento. La maggior parte di ragazzi ed adulti affetti
dalla sindrome ha invece difficoltà comportamentali, che coincidono con
l’insorgenza dell’iperfagia, anche se non tutti i problemi di
comportamento sono da correlare al cibo. Le persone affette subiscono
spesso cambiamenti repentini dell’umore e trovano difficile adattarsi
a situazioni che escano dalla routine. La depressione può essere
frequente nei soggetti adulti, mentre episodi psicotici sono rari. o
Reazioni allergiche ad alcuni farmaci; o
eccessiva assunzione di acqua; o
insensibilità al dolore; o
problemi respiratori; o
alterazione della temperatura corporea; o
lesioni cutanee e scottature; o
scoliosi ed osteoporosi; o
disturbi del sonno ed enuresi notturna; o
problemi dentali e strabismo. Altri problemi correlati con l’obesità,
come difficoltà respiratorie, ipertensione, scompenso cardiaco, ulcere
da stasi, cellulite (intesa come infiammazione del grasso sottocutaneo)
e problemi cutanei a livello delle pliche di grasso, impongono la
riduzione di peso. Inoltre, è presente lo skin-picking
(escoriazioni cutanee autoprovocate), comportamento tipico delle persone
affette dalla sindrome e le lesioni riportate sono subito evidenti
all’esame clinico. In questo caso lo skin-picking consiste nel
"torturare" e aggravare piccole lesioni già esistenti (come
graffi o escoriazioni) sul viso, braccia gambe o regione anale. Inoltre,
questi soggetti possono provocarsi facilmente ustioni. Nome inglese: Cry of
cat’s Sydrome Frequenza:1/50.000 La sindrome del Cri du chat è una
malattia cromosomica che si origina al momento del concepimento a causa
della perdita (delezione) di un frammento cromosomico e in particolare
di una parte del braccio corto del cromosoma 5: la patologia viene perciò
anche indicata come sindrome del cromosoma 5-p, oltre che come sindrome
di Le Jeune, dal nome dello specialista che la identificò a Parigi nel
1963. L'incidenza della malattia è piuttosto
bassa (1 su 50.000 nati). Il nome, che in francese significa "grido
del gatto", deriva dal caratteristico suono, simile ad un miagolio,
che emettono i neonati affetti da questa malattia nel piangere. Come
si manifesta la sindrome del Cri du Chat? I bambini che ne sono affetti presentano
generalmente un basso peso alla nascita e alcune particolarità nei
lineamenti che li rendono somiglianti fra di loro: volto tondo, fronte
sporgente, una piega cutanea all'angolo interno dell'occhio che dà
l'impressione che gli occhi siano distanti tra loro, mandibola piccola e
mento retratto. Al di là di queste caratteristiche
risulta purtroppo coinvolto anche lo sviluppo celebrale, con conseguente
microcefalia e ritardo dello sviluppo psicomotorio e del linguaggio.
Proseguendo con la descrizione del decorso, nel periodo neonatale vi
possono essere difficoltà di suzione e ipotonia. Nei primi anni di vita
si manifesta poi una maggiore sensibilità alle infezioni respiratorie o
gastrointestinali. In alcuni casi (per la verità poco frequenti)
possono evidenziarsi malformazioni cardiache o renali che portano il
bambino al decesso nel primo anno di vita. Va detto però che la
mortalità dei soggetti affetti da questa sindrome è circa del 10% dei
casi e che il restante 90% supera i 50 anni d'età.
Frequenza : 1 neonato su 6000
Nella maggior parte dei casi il meccanismo che causa la trisomia è la
non disgiunzione dei cromosomi durante la divisione cellulare che porta
alla formazione degli ovociti: anziché separarsi l’uno dall’altro
nelle 2 cellule figlie, i 2 cromosomi 18 vanno entrambi nella stessa
cellula figlia. Pertanto, in seguito alla fecondazione, con il
contributo paterno il cromosoma 18 sarà presente in 3 copie anziché in
2 copie. E’ stato dimostrato che l’età materna è un fattore di
rischio per eventi di non disgiunzione: all’aumentare dell’età tale
evento si verifica più frequentemente.
Come
si manifesta la sindrome di Edwards?SINDROME
DI KLINEFELTER
Frequenza : 1 su 1000 neonati maschi
A
cosa è dovuta la sindrome di Klinefelter?
Come
si manifesta la sindrome di Klinefelter?
SINDROME
DI PATAU (TRISOMIA 13)
Frequenza : 1 neonato su 10000
A
cosa è dovuta la sindrome di Patau?SINDROME DI TURNER
Frequenza: 1 neonato femmina su 4.000 - 1 maschio su 8.000
A
cosa è dovuta la sindrome di Turner?
Circa il 25% circa dei casi è determinato da alterazioni nella
struttura di un cromosoma X.
Più raramente la patologia è causata da alterazioni di numero o di
struttura del cromosoma X presenti in mosaico (cioè non in tutte le
cellule dell'organismo ma solo in alcune di queste); in questi casi si
riscontra un’attenuazione delle caratteristiche cliniche della
sindrome.
Come
si manifesta la sindrome di Turner?
SINDROME
DI WILLIAMS
Frequenza: 1/10.000 - 1/20.000
Cos’è
la Sindrome di Williams?
Quali
sono le cause genetiche della sindrome di Williams?
SINDROME DI
ANGELMAN
Frequenza: circa 1/20000
Quali
sono i sintomi della S. di Angelman?
Frequenza: circa un neonato su 15.000
Quali
sono le cause genetiche della malattia?
Quali
sono gli altri disturbi legati alla sindrome di Prader-Willi?
SINDROME
DEL CRI DU CHAT
Che
cos’è la sindrome del cri du chat?