MALATTIE SESSUALMENTE
TRASMISSIBILI
e metodi contraccettivi
INTRODUZIONE
Nelle
seguenti pagine, tratteremo di un problema molto diffuso, specialmente in
questi ultimi tempi: LE MALATTIE
SESSUALMENTE TRASMISSIBILI. Oltre
all’AIDS, che si è molto
diffusa e quindi è oggi giustamente al centro dell’attenzione
dell’informazione medica, esistono diverse altre malattie sessualmente
trasmissibili, la maggior parte delle quali sono attualmente guaribili. Il
principio secondo il quale prima si riconosce una malattia più facile e
rapida sarà la sua guarigione vale per molte di queste affezioni. Le
malattie sessualmente trasmissibili sono parecchie: ad esempio la SIFILIDE,
un’altra è la GONORREA, la CANDIDA, la CLAMYDIA,
l’EPATITE B e C e altre. La prevenzione in tutti i casi è fondamentale per diminuire i
casi di contagio; esistono metodi di tipo fisico, chimico e naturale, che
affronteremo nel corso della nostra ricerca.
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INDICECandidosiClamydiaCondilomiGonorreaSifilideOssiuriParassitosi intestinaliPiattoleTrichomonasAIDSEpatite B e C
Si tratta di un’ infiammazione della regione vaginale causata da un fungo, Candida Albicans. Questo micete vive normalmente nell’ambiente vaginale, ma, quando l’efficacia del sistema immunitario diminuisce, prolifera notevolmente causando problemi per la salute del soggetto
Nonostante la Clamydia sia una delle malattie sessuali più diffuse, poche persone ne conoscono l’esistenza. Si tratta di un’infezione dovuta ad un batterio, la Clamydia Trachomatis; i suoi sintomi negli individui di sesso maschile sono: uretrite con possibili perdite, bruciore, pizzicore; mentre negli individui di sesso femminile è spesso asintomatica e può attaccare tutto l’apparato genitale, provocando dolori addominali e salpingite con rischio di sterilità.
La Gonorrea è un’infezione dovuta ad un batterio Gram- negativo, la Neisseria Gonorrhoeae. Essa è parecchio diffusa e di manifesta attraverso un bruciore nel pene quando si orina. La Gonorrea si presenta più raramente anche nella regione anale e in bocca. I batteri della Gonorrea possono essere trasmessi mediante i rapporti orali o anali (attivi e passivi) senza preservativo con una persona contagiata. Dopo il contagio il periodo di incubazione dura da uno a cinque giorni
La sifilide è una malattia trasmessa dallo spirochete Treponema pallidum. I principali sintomi di questa malattia sono: nella fase primaria piccole lesioni a forma di nodulo, per lo più indolori, sugli organi genitali e talora in bocca; nella fase secondaria eruzioni cutanee che interessano diverse parti del corpo (cefalea, febbre, malattie del sistema linfatico); nella fase terziaria vengono attaccati organi importanti, cuore, cervello, sistema nervoso (paralisi).
Vermi intestinali. Contagio: ingestione di larve durante rapporti intimi e sessuali. Sintomi: prurito anale (parassitosi frequente nei bambini)
Parassita
del tubo digerente. Contagio: attraverso l’acqua, alimenti (specialmente
nei climi caldi), rapporti sessuali. Sintomi dolorosi, diarrea.
Le
piattole non sono considerate come una malattia. Sono parassiti che si
presentano relativamente spesso, di preferenza sui peli del pube, ma anche
tra i peli del petto e sotto le ascelle. Le piattole possono essere
trasmesse mediante contatti fisici molto stretti con persone colpite.
Spesso le uova delle piattole rimangono però anche su letti non troppo
puliti. Ad eccezione di un prurito violento provocato dalle bestioline, le
piattole sono innocue. Grattarsi è un puro e semplice trattamento
sintomatico:
in minuscoli parassiti non scompaiono. Possono invece essere
combattuti efficacemente con un’apposita lozione ottenibile in farmacia.
E’
un infezione parassitaria e i sintomi e i disturbi che provoca questa
malattia sono presenti solo negli individui di sesso femminile e sono:
vaginiti e perdite vaginali, ma resta asintomatica nel 50% dei casi.
-HIV Il virus Hiv appartiene alla famiglia dei Retrovirus, classe Lentivirus e ne sono stati identificati due sierotipi. Il sierotipo 1 è il principale responsabile dell’epidemia a livello mondiale, entro il sierotipo 2 ha una diffusione più circoscritta e limitata all’Africa Occidentale. Il virus misura 90-100nm ed è costituito da un involucro esterno (capside) di natura fosfolipidica e da una parte centrale (core). Il core contiene i componenti: l’acido nucleico ( 2 coppie di RNA a singola elica) e da alcuni enzimi (trascrittasi inversa, integrasi, proteasi) che sono necessari alla replicazione del virus.
-STORIA Si ritiene che l’infezione nell’uomo abbia avuto origine in Africa Centrale (tra il 1955 e il 1965) da un adattamento di un virus animale che colpisce gli scimpanzé. La trasmissione animale- uomo sarebbe avvenuta per via parentale (contatto di sangue) attraverso la caccia o durante riti tribali. L’infezione è rimasta a lungo confinata nella regione geografica d’origine fino a quando alla fine degli anni 70, si è diffusa mano a mano attraverso individui infetti.
-CHE
COS’è L’AIDS ? L’AIDS è una sindrome clinica caratterizzata da un progressivo deterioramento del sistema immunitario causato dal virus HIV. Il virus, una volta penetrato nell’organismo umano, può attaccare numerose cellule, ma predilige quelle che presentano sulla loro superficie il recettore CD4. le principali cellule bersaglio del virus sono i leucociti CD4-positivi (linfociti o macrofagi) che vengono distrutti; il sistema immunitario viene, quindi, progressivamente deteriorato fino ad essere incapace di contrastare l’attacco di alcuni micro-organismi, detti “opportunisti” con conseguente possibile insorgenza di alcune infezioni gravi tipiche della fase sintomatica dell’infezione da HIV.
-CHE
COSA SIGNIFICA ESSERE “SIEROPOSITIVO” ? Con il termine “sieropositivo” si intende comunemente una persona che presenta nel sangue gli anticorpi anti-HIV. Durante la fase della latenza clinica si verifica un deterioramento del sistema immunitario: si è ammalati e infettanti senza avere sintomi. La fase pre-AIDS è una fase di transizione, in cui si manifestano condizioni patologiche non gravi e comuni anche alla popolazione generale, ma che nella persona sieropositiva hanno una maggiore frequenza e gravità.
-QUALI
SONO I SINTOMI DELL'INFEZIONE ACUTA DA HIV?
Dopo
3-6 settimane dal contagio, si ha la fase di infezione primaria che
decorre asintomatica nel 25-50% dei soggetti mentre nei restanti si
manifesta con quadri clinici aspecifici. E' stato descritto anche un
possibile interessamento primario del sistema nervoso centrale con quadri
clinici di encefalite o meningite e disturbi neurologici localizzati e
generalmente reversibili. Il virus in questa fase si dissemina in tutti
gli organi e tessuti. Questa sindrome “acuta”, che generalmente dura
poco più di una settimana, può a volte essere accompagnata da un’immunodepressione
transitoria simile a quella che contraddistingue le fasi più tardive
della malattia ed associarsi ad altre malattie cosiddette opportunistiche.
In questa fase il virus è presente nel sangue in grande quantità, ma non
è necessariamente già presente l’anticorpo (quindi il test eseguito
durante la fase acuta può risultare falsamente negativo).
-COME
SI MANIFESTA L’AIDS?
Per
AIDS si intende la fase sintomatica dell'infezione da HIV durante la
quale, a seguito di una progressiva immunodepressione causata dal virus
stesso, si manifestano infezioni cosiddette opportunistiche o tumori. La
velocità di progressione della malattia da uno stadio ad un altro e'
influenzata oltre che da fattori virali anche da fattori legati all'ospite
quali la presenza di altre infezioni virali (infezione da virus B e C
dell'epatite, da citomegalovirus, da virus di Epstein Barr ecc), dall'età
del soggetto, dalla tossicodipendenza attiva, dalla terapia
antiretrovirale. Con l’avvento della HAART la storia naturale
dell’infezione è stata modificata; non è stato definito infatti, a
tutt’oggi, quanto tempo possa vivere un paziente in AIDS: esiste
un’estrema variabilità individuale e comunque, anche in questo caso,
sono molto importanti i fattori virali, le eventuali malattie concomitanti
e la disponibilità e l’efficacia delle terapie anti-HIV.
RAPPORTI
SESSUALI
-RAPPORTI
SESSUALI: Il
contagio avviene per contatto delle secrezioni pre-eiaculatorie, sperma o
secrezioni vaginali, con la mucosa vaginale o anale durante rapporti etero
/omosessuali non protetti.
-RAPPORTI
ORALI: I
rapporti orali non protetti rappresentano una pratica sessuale a rischio
documentato di infezione. Il rischio è maggiore per il soggetto che viene
in contatto con i liquidi biologici infettanti.
SANGUE
E MATERIALE ORGANICO
-PUNTURE
ACCIDENTALI: Il
virus dell' HIV sopravvive poco tempo al di fuori dell'organismo; il
rischio di infezione per una puntura accidentale con una siringa è
praticamente nullo, mentre, nel caso in cui vi sia la presenza di sangue
fresco, il rischio può essere paragonato a quello di una esposizione
professionale.
-CONTATTO
CON ALTRI LIQUIDI BIOLOGICI: I
liquidi biologici in grado di trasmettere il virus sono: il sangue, lo
sperma, il liquido pre-eiaculatorio (prostatico), le secrezioni vaginali
ed il latte materno. Altri liquidi biologici possono contenere il virus in
quantità infinitesimali o minime. Non sono in grado di trasmettere il
virus: le lacrime, il sudore, la saliva, l'urina, le feci, le secrezioni
nasali, il vomito. -SCAMBIO
DI SIRINGHE:
Gli
aghi non sterili sono considerati possibile fonte di infezione in quanto
già utilizzati da persone delle quali non si conosce la situazione
sanitaria (non è sufficiente lavare la siringa con acqua o passare un
accendino sull'ago per disattivare l'HIV). Il contagio, dunque, è
conseguenza non di qualcosa che è ottenuto nelle droghe, ma degli
strumenti impiegati per l'assunzione che, trattenendo una piccola quantità
di sangue, possono determinare una microtrasfusione infetta. Anche il
condividere altri oggetti utilizzati per contenere o preparare la dose di
droga (cucchiaino, fiala, filtri, ecc.) può essere a rischio.
-TRASFUSIONI
E TRAPIANTI D'ORGANO: Potenzialmente
è possibile la trasmissione del virus mediante emotrasfusioni e trapianti
d’organo. Ormai, però, in tutti i paesi industrializzati il
sangue e i donatori di sangue e organi sono controllati con test per la
ricerca di HIV sieropositività e per altre patologie a trasmissione
ematica.
MADRE-BAMBINO -COME
SI TRASMETTE IL VIRUS Il
bambino può essere contagiato durante tutta la gravidanza, ma
prevalentemente al momento del parto e con l'allattamento al seno.
-NON
SI TRASMETTE
E’
inoltre importante ricordare che il virus HIV è presente nella saliva,
insieme ad enzimi che lo inattivano e che nel cavo orale possono esserci
piccole quantità di sangue derivanti dal sanguinamento gengivale;
tuttavia non è mai stato dimostrato con studi clinici che il solo
"bacio profondo" possa essere veicolo di contagio.
PREVENZIONE
-COME La
diagnosi di infezione da HIV nei soggetti giovani-adulti si basa
principalmente sulla ricerca degli anticorpi specifici (cioè diretti
contro il virus HIV) nel sangue. Esistono, inoltre, test più sofisticati
che vengono utilizzati per confermare o per porre la diagnosi in casi
particolari (esempio infezione nei nati da madre HIV positiva).
-DOVE Il
test per la ricerca degli anticorpi anti-HIV viene eseguito presso le
strutture del SSN (Sistema Sanitario Nazionale) in modo gratuito e
riservato
-QUANDO Gli
anticorpi anti-HIV si sviluppano dopo circa 2 mesi dal momento del
contagio; nella maggior parte delle persone contagiate gli anticorpi sono
rilevabili nel sangue dopo 6 mesi dal contagio.
TERAPIA
ANTIRETROVIRALE -LA
TERAPIA
La
terapia antiretrovirale ha lo scopo di limitare la moltiplicazione del
virus HIV, consentendo la ripresa del sistema immunitario. Con un
trattamento efficace, la carica virale nel sangue (“HIV-RNA”) si
riduce progressivamente fino a negativizzarsi. Ciò non significa che la
terapia consenta di eliminare completamente il virus dall’organismo: HIV
rimane comunque cronicamente presente, ma, tenuto sotto controllo dai
farmaci, ha scarsa possibilità di riprodursi e di creare danni ad organi
e tessuti.
-LA
SCELTA DEI FARMACI La
scelta dei farmaci da impiegare deve tenere conto di numerosi fattori, fra
cui le condizioni cliniche di base del paziente, le possibili interazioni
fra i medicinali, i numerosi effetti collaterali, la possibile resistenza
del virus ed altro ancora. Proprio per questo è fondamentale che la
terapia antiretrovirale sia “costruita” su misura del singolo paziente
e venga impostata e controllata nel tempo da medici specializzati
-IL
FALLIMENTO TERAPEUTICO Una
mancata risposta alla terapia può dipendere da varie situazioni, come la
resistenza del virus ai farmaci (riconoscibile attraverso specifici test
di laboratorio) o l’incostanza nell’assunzione del trattamento, per
insorgenza di effetti collaterali, intolleranza soggettiva o mancanza di
motivazione da parte del paziente. Bisogna, a questo proposito, ricordare
che esistono numerose opzioni terapeutiche, per cui, nella maggior parte
dei casi, risulta possibile sostituire un regime terapeutico inefficaceo
mal tollerato con un altro più adatto.
FARMACI
ANTIRETROVIRALI -I
FARMACI ANTIRETROVIRALI In
Italia, al momento, ben pochi farmaci antiretrovirali sono reperibili in
farmacia dietro presentazione di ricetta medica, mentre parecchi altri
sono direttamente dispensati, a spese del servizio sanitario nazionale,
presso i vari centri ospedalieri che seguono pazienti HIV-positivi.
Inoltre, presso alcuni centri, è possibile in casi selezionati accedere a
protocolli di terapia sperimentale con nuove molecole farmacologiche.
-INTRODUZIONE
L’epatite è un’infiammazione del fegato che determina una progressiva distruzione delle sue cellule. Può essere causata da fenomeni di intossicazione (in tal caso si parla di epatite tossica) o dall'infezione da parte di virus (epatite virale) o anche batteri e protozoi. -EPATITE
TOSSICA
Sostanze come quelle presenti
nei farmaci, nelle droghe, o in particolari ambienti di lavoro possono
determinare un'alterazione della funzionalità del fegato che può
condurre a epatite. Il processo può verificarsi in modo rapido oppure
molto lentamente, nel caso che quelle sostanze vengano assunte per tempi
lunghi e in piccole concentrazioni. La gravità dell'infezione è molto
variabile, così come i tempi di guarigione, dato che dipendono dal tipo
di sostanza, dalle modalità di assunzione, dalle condizioni fisiche
dell'individuo colpito.
-EPATITE
VIRALE Si conoscono diversi tipi
di epatite virale (A, B, C, D, E) causate da altrettanti ceppi infettivi.
L'epatite virale può presentarsi in forma acuta (questa forma è comune a
tutti i cinque tipi di epatite) oppure cronica (questa forma si manifesta
quando epatiti di tipo B, C e D si protraggono per oltre sei mesi). In
genere, dopo la guarigione, gli individui diventano immuni al ceppo virale
che ha causato la malattia, ma non ai virus responsabili delle altre forme
di epatite.
-TIPI
DI EPATITE VIRALE L'epatite B, forma più
grave dell'epatite A, ha anch'essa distribuzione mondiale. Ogni anno nel
mondo l'epatite B causa oltre 250.000 decessi; l'incidenza maggiore è in
Africa, nel Sud-Est asiatico, Alaska, Cina e Amazzonia. Si trasmette per
via ematica, ossia a causa della trasfusione di sangue infetto, mediante
l'utilizzo di strumenti medici, chirurgici, odontoiatrici venuti a
contatto con sangue infetto e non adeguatamente sterilizzati, o attraverso
contatto sessuale. Infatti il virus, oltre che nel sangue, è presente
anche in altri fluidi organici come lo sperma, il secreto vaginale, la
saliva e le lacrime. In caso di contatto accidentale con un ago
contaminato dal virus, la somministrazione di anticorpi, o gammaglobuline,
contro il virus riduce notevolmente le possibilità di contrarre la
malattia.Questo tipo di epatite tende a diventare cronico
ed è all'origine di molti tumori maligni del fegato. Mentre la capacità
infettante nel paziente con forma acuta, pur essendo elevata, si esaurisce
rapidamente, il vero serbatoio del virus sono gli individui colpiti
dall'epatite B in forma cronica, che si protrae per molti anni. In Italia
il numero globale di malati cronici è valutato in oltre due milioni. Nel
1965 Baruch Blumberg, ricercatore statunitense, arrivò a identificare un
componente virale chiamato antigene-Australia, che permette di determinare
se in un campione di sangue è presente il virus dell'epatite B. Tutte le
sacche di sangue destinate alla trasfusione vengono oggi sottoposte di
routine alla ricerca dell'antigene-Australia; in questo modo l'incidenza
delle epatiti post-trasfusionali si è ridotta notevolmente. L'epatite C, conosciuta
anche come epatite non-A non-B, viene trasmessa in primo luogo tramite il
sangue o i suoi derivati infetti, siringhe contaminate o, meno
comunemente, da fluidi organici attraverso il contatto sessuale. È la
causa più comune delle epatiti post-trasfusionali.
-SINTOMI
E TERAPIA I virus dell'epatite hanno
una particolare affinità per il tessuto epatico, a carico del quale
provocano danni che si manifestano con sintomi diversi, il più
caratteristico dei quali è l'ittero, cioè l'ingiallimento della cute e
del bianco degli occhi, che appare gradualmente e raggiunge la massima
intensità dopo due settimane. Un sintomo comune a tutte le forme di
epatite, inoltre, è la febbre, in genere seguita da astenia (cioè da uno
stato di generale indebolimento e dalla perdita della capacità di reagire
agli stimoli), perdita dell'appetito, disturbi digestivi e dolori
muscolari. La parte alta dell'addome può in molti casi essere dolente e
molle. L'epatite C può essere a sintomatica. In circa il
5% dei pazienti la patologia assume una forma cronica. Il tasso di
mortalità per tutti i tipi di epatite è dell'1% circa, ma può aumentare
per l'epatite B soprattutto quando è presente anche l'infezione da virus
delta.La cura dei vari tipi di epatite in forma acuta
richiede il riposo e una dieta particolare, che non affatichi il fegato.
Essa può richiedere anche sei mesi.Per il trattamento delle
forme croniche è risultato efficace l'interferone alfa-ricombinante, una
sostanza antivirale presente in natura e ora commercializzata come farmaco
prodotto con tecniche di ingegneria genetica.
-PREVENZIONE
E IMMUNIZZAZIONE Per
quanto riguarda l'epatite B, la misura preventiva principale consiste
nell'attuazione di rigorosi controlli del sangue destinato alle
trasfusioni e nella sterilizzazione di tutti gli strumenti che
possono
essere fonte di contagio o, meglio, nell'impiego di materiali monouso.Per le persone a rischio
è disponibile un vaccino efficace che previene
l'epatite
B. Nonostante il suo uso sia rimasto limitato a causa degli elevati costi
di produzione, è consigliato per gli operatori sanitari e per tutte le
persone esposte a contatto con sangue potenzialmente infetto. Da alcuni
anni, in Italia, è diventata obbligatoria la vaccinazione contro
l'epatite B per tutti i bambini.
Il
sistema migliore per il controllo responsabile delle nascite è il ricorso
alla prevenzione tramite l’uso dei contraccettivi, ovvero metodi di tipo
fisico, chimico o naturale, in grado di impedire la fecondazione. Un buon
metodo contraccettivo deve avere cinque qualità: deve essere innocuo, di
facile utilizzo, reversibile, efficace e accettato da entrambi i membri
della coppia. Lo schema seguente riassume le tipologie dei principali
metodi contraccettivi attualmente disponibili. La
pillola estroprogestinica ha
un’efficacia del 99%; se assunta correttamente, infatti, impedisce
l’ovulazione, mantenendo alta la concentrazione degli ormoni ovarici,
assunti oralmente, e realizzando così l’inibizione dell’attività
ipofisaria. Deve essere prescritta dal medico poiché in alcuni casi può
essere controindicata e in alcune donne è causa di disturbi. Deve essere
assunta ogni giorno, possibilmente alla stessa ora per 21 giorni
consecutivi e poi sospesa per 7 giorni, periodo durante il quale si
verifica una perdita di sangue simile alla mestruazione. Il
preservativo
(o
profilattico) è un metodo contraccettivo meccanico, la cui efficacia
dipende molto dal suo uso corretto (95%). Sono sconsigliati quelli extra
sottili perché troppo fragili; non deve essere conservato vicino a fonti
di calore, né in tasca, e non deve essere danneggiato da unghie, anelli o
alti oggetti affilati. La sua sicurezza può essere aumentata dall’uso
di sostanze spermicide che uccidono gli spermatozoi. Il
diaframma
è un oggetto in gomma naturale, a forma di calotta, la cui misura deve
essere scelta in relazione alle caratteristiche anatomiche genitali della
donna. Va inserito correttamente, prima di ogni rapporto sessuale, in modo
che si adatti bene all’estremità del collo dell’utero, bloccando così
il passaggio degli spermatozoi. Si rimuove dopo otto ore dall’ultimo
rapporto e, una volta lavato e riposto, può essere riutilizzato,
controllandone ogni volta l’integrità. Va associato a creme spermicide
e necessita di controlli della misura dopo una gravidanza, dopo un aumento
di peso di oltre 5 kg o dopo interventi chirurgici ai genitali. Ha
un’efficacia del 95%. La
spirale
è un dispositivo intrauterino di plastica o di metallo (rame, argento) da
posizionarsi a cura del medico, che ne controlla la posizione (e
l’estrazione) mediante due fili di nylon che sporgono dal collo
dell’utero, e alterando la mucosa uterina che si trova così in debole
stato infiammatorio, il quale impedisce un eventuale annodamento
dell’ovulo fecondato. La spirale ha una durata da 3 a 5 anni, ma va
periodicamente controllata dal medico, in quanto può causare problemi
infiammatori e infettivi.
-I
METODI NATURALI I
metodi
naturali si basano sulla conoscenza delle modificazioni
fisiologiche determinate dalle varie fasi del ciclo mestruale nel corpo
femminile; in tal modo è possibile identificare i giorni di fertilità ed
evitare rapporti sessuali con penetrazione. Sono assolutamente
sconsigliati a chi non ha un’ adeguata e precisa conoscenza della
propria fisiologia sessuale, poiché le modificazioni che si verificano
nel ciclo mestruale possono essere
molto variabili.
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