GRAVIDANZA E PARTO

Nella specie umana la riproduzione prevede la fusione di due cellule germinali o gameti (lo spermatozoo maschile e l’ovulo o cellula uovo femminile) per creare la prima cellula o zigote di una nuova creatura.

All’uomo spetta il compito di produrre, immagazzinare e trasferire gli spermatozoi; alla donna di produrre, immagazzinare, liberare le cellule-uovo, di “ospitare” nel suo corpo il nuovo essere in formazione e di dare alla luce il neonato.

Nei due sessi gli apparati preposti alla funzione riproduttiva sono diversi. Uomini e donne differiscono anche per numerosi altri caratteri che, pur non svolgendo un ruolo di fondamentale importanza ai fini del processo riproduttivo, concorrono a determinare il differente aspetto degli individui dei due sessi.

  APPARATO RIPRODUTTORE FEMMINILE

L’apparato riproduttore femminile è composto da ovaie, tube (che collegano le ovaie e l’utero), utero,  vagina (che collega l’utero con l’esterno). Le ovaie,ognuna delle quali è grande quanto una piccola noce lunga 3 cm, sono poste simmetricamente nella parte bassa dell’addome e dalla loro superficie si stacca alternativamente ogni mese un ovulo. La tuba avvolge l’ovaia con una specie di imbuto sfrangiato, la fimbria, nel quale cade l’ovulo rilasciato dall’ovaia. L’ovulo percorre la tuba verso l’utero favorito dalle contrazione del condotto e dai movimenti delle ciglia che rivestono la sua parete interna. Nella tuba avviene, se vi è stato un rapporto sessuale, la fecondazione, l’utero serve a contenere il nuovo organismo, posto fra la vescica e il retto. Ha la forma di un sacco con l’apertura in basso, attraverso la quale passano gli spermatozoi. L’utero ha pareti muscolari forti ed elastiche perché deve dilatarsi straordinariamente durante la gravidanza per poi tornare alle condizioni iniziali. La parete dell’utero è molto spessa (3 cm), ed è composta da due strati: uno esterno detto miometrio, muscolare, e uno interno detto endometrio formato da una speciale mucosa, ricca di vasi sanguigni e di ghiandole, che ogni mesi è pronta ad accogliere un eventuale ovulo fecondato, che si può annidare stabilendo uno scambio con l’organismo materno. Se l’ovulo non viene fecondato o se non si annida, lo stato superficiale dell’endometrio viene eliminato con il flusso sanguigno che ne segue. La vagina collega l’utero all’esterno. È un canale muscolare, dove vengono deposti gli spermatozoi durante un rapporto sessuale, che si dilata gradatamente per lasciar passare il bambino durante il parto. La vagina termina con la vulva che protegge l’ingresso della vagina e il clitoride.

IL CICLO MESTRUALE

Circa ogni 28 giorni iniziando dalla pubertà, l’apparato femminile si prepara a una possibile gravidanza che coinvolge due dei suoi organi, l’ovaia e l’utero, che costituiscono il ciclo mestruale. Questo è regolato da due ormoni ipofisari: l’ormone follicolo stimolante e l’ormone luteinizzante. Nelle ovaie gli ovociti si sviluppano all’interno di due corpi tondeggianti pieni di liquido detti: follicoli ovarici. Maturano uno al mese, scoppiano liberando l’ovulo: è l’ovulazione. Possiamo dividere il ciclo mestruale in 3 fasi:

  1. fase pre-ovulatoria: tra una mestruazione e l’altra la concentrazione nel sangue degli ormoni ipofisari è minima. L’ipotalamo registra questo basso livello ed ordina all’ipofisi di produrre l’ormone follicolo stimolante che innesca la maturazione di un follicolo. Dopo un po’ l’ipofisi secerne l’ormone luteilizzante che induce l’ovaia a produrre estrogeni che preparano l’endometrio all’arrivo di un ovulo fecondato, questa parete si ispessisce e diviene ricca di vasi sanguigni e di ghiandole.

 

  1. ovulazione: attorno al quattordicesimo giorno quando l’endometrio raggiunge lo spessore massimo aumenta la quantità di estrogeni e la quantità di luteinizzante prodotto dall’ipofisi. L’aumento di questo provoca lo scoppio del follicolo che libera l’ovocita.

 

  1. post-ovulatoria: il follicolo vuoto si trasforma in una massa giallastra “il corpo luteo” che produce il progesterone. A questo punto tutto è pronto per la fecondazione, ma possono verificarsi due situazioni:

a)     l’ovulo non viene fecondato perché non c’è stato un rapporto sessuale nelle ultime 48 ore o per gli infiniti motivi che hanno impedito a uno spermatozoo di fecondare l’uovo. Se l’ovulo non viene fecondato, il corpo luteo viene riassorbito dall’ovaia in circa due settimane e contemporaneamente la produzione di progesterone  diminuisce fino a diventare quasi nulla. La parte superficiale dell’endometrio degenera, si stacca dallo strato più profondo e viene eliminata con una temporanea emorragia che dura alcuni giorni. Il basso livello di progesterone nel sangue alla fine della mestruazione viene avvertito dall’ipotalamo che stimola l’ipofisi a ricominciare a produrre gli ormoni follicolo-stimolante e luteinizzante, inducendo una nuova ovulazione. Ricomincia così il ciclo mensile.

b)     L’ovulo è fecondato e si annida nella parete dell’utero.

L’ APPARATO RIPRODUTTORE MASCHILE

Gli organi sessuali maschili sono costituiti essenzialmente dai testicoli che producono gli spermatozoi (misura da 0,05 a 0,06 mm e nella testa racchiude il patrimonio genetico del padre) e dal pene che li trasporta. I testicoli contengono i tubuli seminiferi, le pareti dei quali producono spermatociti che per meiosi si differenziano in spermatozoi. Fra i tubuli vi sono cellule speciali che secernono l’ormone testosterone. Gli spermatozoi prodotti nei tubuli confluiscono in un condotto più largo, lungo circa 6 metri, ma avvolto su se stesso, detto epididimo, che continua in un altro condotto, della lunghezza di circa 40 cm, il dotto deferente. Questo compie un lungo percorso e giunge in un piccolo sacco, detto vescicola seminale, che, oltre che a servire da serbatoio per gli spermatozoi, aggiunge acido ascorbico e fruttosio, destinato a rifornire di energia gli spermatozoi nella loro corsa verso l’ovulo. Il dotto passa poi attraverso la prostata, che unisce agli spermatozoi e ai prodotti delle vescicole seminali un liquido composto da proteine, fosfatici, acido citrico. I condotti spermatici giungono quindi all’uretra, il canale che, oltre all’urina porta all’esterno anche il liquido seminale.

LO SPERMATOZOO, L’OVULO E LA FECONDAZIONE

Lo spermatozoo è un pacchetto di informazioni, spinto da una coda per raggiungere e fecondare l’ovulo. La cellula-spermatozoo non deve vivere a lungo per portare a termine il suo compito (circa 48 ore) e quindi non ha praticamente bisogno di un citoplasma nutritivo. Necessita invece di molta energia, per muovere la coda.

Deve bucare la membrana esterna dell’ovulo e quindi la sua testa, oltre ad avere una forma di lancia, ha nella parte anteriore un lisosoma specializzato, detto acrosoma, contenente enzimi che digeriscono gli strati esterni dell’ovulo fino a perforarli.

-La cellula uovo è molto più semplice dello spermatozoo e non si muove autonomamente. Ha la forma di una sfera.

-La fecondazione: l’ entrata dello spermatozoo nell’ovulo attiva una serie di fenomeni. L’ingresso dello spermatozoo rende la membrana intransitabile ad altri spermatozoi. Se per caso entrano due o più spermatozoi su determina un aborto precoce spontaneo perché un organismo umano triploide o tetraploide non sopravvive.

Un secondo importante fenomeno è la divisione finale dell’ovocita, all’interno della membrana, che solamente da questo momento si chiama ovulo, e un’altra piccola cellula, un corpo polare, destinata a degenerare.

Avviene inoltre, e contemporaneamente, la divisione del preesistente primo corpo polare in due piccoli corpi polari anch’essi destinati a degenerare. Il terzo fenomeno fondamentale avviene solamente dopo tutti questi passaggi e consiste nella fusione del nucleo dello spermatozoo con il nucleo dell’ovulo. È la fecondazione vera e propria.

Un ulteriore fenomeno innescato dallo spermatozoo è il riposizionamento delle varie parti del citoplasma dell’ovulo, che migrano con movimenti determinati dalle informazioni già esistenti nei geni dei cromosomi femminili, ma attivati dallo spermatozoo. Le nuove posizioni del citoplasma sono importantissime per il destino delle cellule, che si moltiplicano originandosi in regioni diverse dell’ovulo fecondato e che daranno luogo ai vari tessuti dell’embrione.

SVILUPPO EMBRIONALE

Lo sviluppo embrionale è il processo che, per successive mitosi porta dallo zigote all'individuo completo. Lo sviluppo embrionale comprende in realtà vari aspetti, che possono essere così riassunti:

 l  MOLTIPLICAZIONE CELLULARE: (per successive e rapide mitosi) si passa da 1 cellula a miliardi di cellule (nel caso degli organismi superiori), e le varie cellule, se pur funzionalmente diverse, hanno uguale patrimonio genetico

l     DIFFERENZIAMENTO E SPECIALIZZAZIONE CELLULARE: a carico delle diverse linee cellulari che andranno a formare l'individuo completo

l  CRESCITA CORPOREA: fino alle dimensioni tipiche dell'individuo alla nascita. Il processo che, attraverso innumerevoli mitosi, trasforma lo zigote in un primo ammasso di cellule prende il nome di SEGMENTAZIONE. Essa avviene in modo diverso a seconda della quantità di materiale nutritivo (deutoplasma o vitello) presente nell'uovo. Si distinguono pertanto: -uova con poco vitello e che si segmentano completamente (=UOVA OLOBLASTICHE) -uova con molto vitello e che si segmentano parzialmente (=UOVA MEROBLASTICHE).

Cos'è accaduto nei 3 giorni successivi alla fecondazione:

Fino allo stadio a 16 cellule, le esigenze metaboliche delle cellule in formazione sono state soddisfatte dal pur minimo contenuto di materiali nutritivi presenti nell'uovo e successivamente distribuiti alle cellule neoformate. Una volta giunto nell'utero, l'embrione ancora allo stadio di morula (circa 32 cellule) La prima divisionecomincia ad assorbire i fluidi presenti in tale sede e ciò consente il proseguimento del suo sviluppo. La tappa successiva è quella di BLASTOCISTI, l'equivalente (almeno per certi aspetti) dello stadio di blastula visto in precedenza.La blastocisti si forma intorno al 4-5° giorno dalla fecondazione ed è organizzata    come mostrato nel disegno sottostante. Si noti, nella figura a destra, che la blastocisti resta racchiusa nella zona pellucida fino al 6° giorno. A quel punto, ormai libera, essa è pronta per la fase di impianto nell'endometrio, dove comincerà ad assorbire le sostanze che si diffondono dal tessuto materno. L'impianto si completerà entro la seconda settimana dalla fecondazione. Incominciano a formarsi le membrane embrionali, il corion e l'amnios, che costituiscono un sacco, il sacco amniotico. Questo sacco è pieno di liquido che ha la funzione di proteggere l'embrione dagli urti e dagli sbalzi di temperatura.Le cellule embrionali cominciano a differenziarsi assumendo forme e funzioni diverse, dando così origine ai vari tessuti e organi.Dopo l'impianto dell'embrione nella mucosa uterina e la formazione delle membrane embrionali inizia lo sviluppo e l'embrione prende il nome di feto. Esso è incapace di vita autonoma e deve ricevere il nutrimento dalla madre. Ciò avviene mediante un organo a forma di disco presente nella madre, la placenta, che è collegato al feto attraverso il cordone ombelicale.

COME SI CALCOLANO LE SETTIMANE DI GRAVIDANZA:

Ci sono 2 modi:

età gestazionale: a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione (40 settimane –280 gg)

età concezionale: si parte dal giorno del concepimento che si fa coincidere con quello dell’ovulazione (38 settimane –266 gg)

 DALLE PRIME DUE SETTIMANE IN POI

Dopo circa venti giorni dall'impianto dell'embrione iniziano a formarsi gli occhi. Il cuore è rudimentale (ancora solo un tubo) ma comincia a pulsare.

PRIMO MESE

SECONDO MESE

TERZO MESE

QUARTO MESE

QUINTO MESE

SESTO MESE

SETTIMO MESE

OTTAVO MESE

NONO MESE

A circa trenta giorni (primo mese) dal concepimento l’embrione è lungo meno di 6 mm. E pesa un centesimo di grammo, in compenso sono già presenti gli abbozzi delle braccia e delle gambe, sul viso ci sono 2 pretuberanze: gli occhi. Il cuore formato da quattro cavità inizia a battere; si comincia a formare il cervello.

Durante il secondo mese il corpo prende forma e cresce in dimensioni il peso raggiunge i 10 g e la lunghezza i 2 cm.

È presente una coda che poi scomparirà. Alla fine del mese le braccia, le gambe, le dita, sono già  formate ed anche vari organi interni. Lembrione è lungo una decina di mm. Presenta una grossa testa inclinata in avanti. Spuntano protuberanze che diventeranno gambe e braccia; il palmo delle manine è ben definito, la pianta del piede è appena accennata. L’occhio appare pigmentato ci sono cellule nervose nel midollo spinale e nel tronco celebrale. A 42 gg circa il tronco continua ad allungarsi c’è un’accenno al  naso, si stanno sviluppando cervello, occhi, fegato anche se l’embrione è piccolissimo. Milioni e milioni di cellule si organizzano per formare le ossa (oltre 200), i muscoli (più di 650) e tutti gli altri organi. Alla fine del secondo mese gli occhi sono perfettamente visibili, cominciano a muoversi, si formano le orecchie e la bocca i tratti del viso mutano quotidianamente le cellule del midollo spinale hanno completato il loro sviluppo mentre nel cervello i neuroni cominciano a ramificarsi e a costituire reti. L’embrione è in grado di provare sensazioni primitive, come sensibilità olfattiva, tattile e questo gli permetterà di diventare consapevole del proprio corpo. Ha una pelle completa ed è in grado di muoversi nel liquido amniotico.

L’embrione è lungo 23 mm pesa attorno 1 grammo, ha aumentato la sua sensibilità tattile.

Terzo mese: il feto comincia a muovere braccia e gambe. La faccia diventa più espressiva e incomincia a succhiare il pollice.
I polmoni sono abbastanza sviluppati ma non funzionanti. È lungo 8 cm e pesa circa 20 g.   

Il cordone ombelicale ha la funzione di collegare il sistema circolatorio del bambino alla placenta. E’ una specie di tubo che contiene due arterie, che portano alla placenta il sangue fetale carico di anidride carbonica e di rifiuti del metabolismo, e una vena che torna al feto con sangue ossigenato e ricco di sostanze nutritive. All’inizio della gravidanza il cordone ombelicale è abbastanza grosso perché contiene una parte dell’intestino fetale, che al 3° mese rientrerà nell’addome. Inizia il processo di ossificazione, cioè si passa dallo stato di cartilagine a quello di ossa e iniziano a formarsi i denti.

Intorno alla decima settimana il feto comincia a bere il liquido amniotico e se in esso viene iniettata una sostanza amara  il feto fa le smorfie e tenta di chiudere la bocca mentre se si inietta una sostanza dolce il feto fa dei movimenti di suzione e deglutizione. Intorno al settantesimo giorno gli arti si sono quasi completamente formati.

L’embrione è un organismo motorio prima ancora che sensoriale e questa attività contribuisce alla maturazione del suo sistema nervoso.

Palpebre e padiglioni auricolari sono ben formati. Il feto galleggia nel buio totale, ma è sicuramente in grado di percepire variazioni della luminosità. Se si dirige una luce intensa sull’addome materno, lui reagisce e il cuore batte più in fretta.

Quarto mese: la madre percepisce bene i movimenti del feto. Questo è lungo adesso 15 cm pesa 50 g.

        FETO DI 16 SETTIMANE

Tra il quarto e il sesto mese di gravidanza il feto chiude la bocca in risposta a uno stimolo, ha il singhiozzo (26-28 singulti al minuto). Comincia a funzionare il fegato e le corde vocali e le pupille gustative sono completate.

Siamo al quarto mese di gestazione ed è possibile sapere se il feto non è più “indistinto”: è un bambino o una bambina e questo risulta dall’esame ecografico. Però si può sapere già alla dodicesima settimana grazie alla villocentesi dove si prelevano villi coriali o con l’amniocentesi che viene effettuata dopo i 3 mesi e si preleva una piccola quantità di liquido amniotico.

Con il procedere della gravidanza il cordone ombelicale si allunga e si assottiglia diventando molto elastico e permettendo così al bambino di fare qualsiasi movimento.

Il cuore pulsa a un ritmo di 120-160 battiti al minuto. Le ghiandole sebacee producono una sostanza, la vernice ceseosa che protegge la pelle. Il corpo si copre di una leggera peluria e cominciano a crescere ciglia e sopracciglia.

Quinto mese: Il bambino si muove molto. L'aumento delle cellule nervose è giunto a termine e, a partire da questa settimana, il suo cervello crescerà di 90 gr al mese. La pelle continua ad essere raggrinzita perché non contiene ancora dei grassi. Sui polpastrelli delle dita, ci sono già le impronte digitali e le unghie sono formate del tutto. L'évoluzione del sistema respiratorio continua e la differenziazione sessuale è completa. Verso la fine del 5° mese egli è coperto da un leggero strato di peli, ha un po' di capelli ed appaiono le prime ciglia e sopracciglia ma, per il momento, esse sono bianche. Il pancreas comincia a produrre insulina. Il futuro bebè pesa 650 grammi e misura 30 cm. Sviluppa i suoi sensi: prima il tatto e poi l'odorato, il gusto, l'udito e la vista. Adesso potrà succhiare il dito ed esercitarsi così per perfezionare il riflesso di suzione che mette in pratica quando deve succhiare, una volta venuto al mondo. Alla fine del 5° mese, il cervello ed il midollo osseo sono completamente formati e da questo momento e fino alla fine della sua vita adulta, egli non svilupperà alcun neurone. Il feto dorme la maggior parte del tempo: a volte cade in un sonno molto profondo ed altre volte più leggero. Quando non dorme - più o meno due ore al giorno - è molto attivo. Se è una bambina, si formano la vagina e le ovaie, che contengono 6 milioni di cellule primitive

Il sesto mese: i denti sono completamente formati. Nell'intestino è presente una massa verde costituita da cellule morte e bile detta meconio. Il feto raggiunge i 30 – 45 cm e pesa 6 - 7 etti e può sopravvivere, con l'aiuto della respirazione artificiale, fuori del corpo materno.

Gli occhi sono completamente formati, però può tenerli ancora chiusi. I capelli continuano a crescere e il piccolo raddrizza la sua postura in modo che gli organi interni possano sistemarsi nella posizione corretta.

Il settimo mese Durante questo mese gli emisferi cerebrali si espandono enormemente: sei strati di larghe circonvoluzioni. Tutti i riflessi che saranno evidenti alla nascita, dal succhiare al fissare, dall'afferrare al muoversi, sono già presenti. Se alcune sostanze dolci, aspre o acide dovessero raggiungere la lingua del nascituro egli reagirebbe cambiando le espressioni del viso. Se nascesse ora, reagirebbe diversamente a differenti odori. Al settimo mese di gestazione il nascituro non solo si muove al ritmo della musica, ma mostra reale preferenza per un tipo specifico di musica. Alla fine del 7° mese, il futuro bebè è talmente cresciuto che l'utero comincia ad essere troppo stretto ed egli non può più muoversi come prima. Alla fine di questo mese il bebè pesa più di un chilo e mezzo e misura 42 cm.

L'ottavo mese: il feto è lungo 38 cm in posizione seduta e pesa 2-2,5 Kg Il feto è aumentato di circa un chilo nell'ultimo mese; la maggior parte del peso guadagnato consiste in grasso depositato sottopelle. Le palpebre non sono più attaccate. Appaiono sopracciglia e capelli. La pelle è in grado di proteggere efficace mente il feto da fughe di calore. In questo mese gli emisferi destro e sinistro del cervello cominciano a lavorare insieme. Il nascituro reagisce differente-mente alla voce della madre, del padre, e delle persone sconosciute. Se nascesse ora, sopravvivrebbe con relativa facilità.

Il nono mese: il feto è lungo 35 - 37,5 cm e pesa 3 Kg; la testa può scendere nella cavità pelvica fin da ora, specialmente se si tratta della prima gravidanza. Il nascituro assume una posizione capovolta. La sua testa scende nella cavità pelvica prima che comincino le doglie. Le unghie sono formate. E' meno attivo a causa dello spazio ristretto. E' mentalmente pronto a entrare nel mondo.

APPROFONDIMENTI

ANOMALIE NELLO SVILUPPO DEL FETO


Condizioni anomale dell'ambiente fetale sono responsabili di danni anche irreversibili al feto in via di sviluppo. Anche se la placenta svolge un’azione di barriera selettiva, non impedisce il passaggio al feto di alcuni composti come numerosi farmaci e sostanze stupefacenti. Un esempio noto è quello rappresentato dal caso del talidomide, medicinale che alla fine degli anni Cinquanta fu prescritto a donne gravide, ed esercitò imprevedibili effetti sui feti, causando in essi la focomelia (malformazione degli arti che causa un arresto nella crescita delle braccia e delle gambe, mentre mani e piedi si sviluppano normalmente). Anche molti agenti patogeni, come quelli responsabili della rosolia e della toxoplasmosi, possono superare la barriera placentare e causare vari disturbi (ad esempio, sordità e cecità) la cui gravità dipende dallo stadio di sviluppo del piccolo e dal tempo di esposizione all’agente nocivo. Diverse malattie genetiche possono pregiudicare lo sviluppo del feto e le sue condizioni dopo la nascita; mediante diversi metodi di diagnosi prenatale, è possibile prevedere molte di queste patologie e predisporre eventuali trattamenti. Il feto può anche essere colpito da malattie congenite, come il piede torto, la palatoschisi e il labbro leporino, sulle quali è spesso possibile intervenire chirurgicamente.

 

 L' UOMO PROPONE, LA DONNA DISPONE...

Geneticamente é sempre il padre a determinare il sesso del nascituro. In pratica, però, è la madre che involontariamente determina la scelta. Il motivo risiede nel fatto che gli spermatozoi portatori di sesso maschile sono più veloci ma più deboli, mentre quelli portatori di sesso femminile sono lenti ma più resistenti. Secondo gli ostacoli di varia natura che possono incontrare durante il loro viaggio nell'apparato riproduttore femminile, possono essere favoriti gli uni al posto degli altri. In teoria la probabilità di avere un figlio maschio è del 50%, altrettanto per una figlia femmina. In pratica, però, spesso notiamo famiglie con una totale o quasi prevalenza di figli dello stesso sesso. In tal caso, è stata la madre a determinarne il sesso senza volerlo e a causa di certe sue peculiari caratteristiche, quali la lunghezza del tratto riproduttivo e, non ultimo, il ph dello stesso che può essere troppo alto o troppo basso in funzione di stati patologici, fisiologici tipici e di particolare alimentazione.
Da tempo notiamo la nascita di un numero sempre maggiore di femmine. Ciò è imputabile al tipo di vita stressante che conduciamo, all'inquinamento ambientale, ai conservanti dei cibi, ai pesticidi e a tutti quei fattori che minano la vitalità dei già normalmente "deboli" spermatozoi portatori di sesso maschile

IL PARTO

Il parto è il processo attraverso cui il bambino viene espulso dall'utero e, attraversando il canale vaginale, viene alla luce. Esso è detto "a termine" se avviene da 275 a 295 giorni dopo la data di inizio dell'ultima mestruazione; è invece definito "prematuro" se avviene da 180 a 275 giorni dopo tale data. Non sono del tutto conosciuti i meccanismi che scatenano nell'organismo della donna l'inizio del processo di nascita del bambino: sembrano in gioco fattori ormonali diversi e stimoli meccanici di distensione della parete uterina.Il parto è preceduto da una serie di eventi che tendono ad adattare il corpo della donna al passaggio del bambino e ad allargare l'apertura dell'utero. Questo periodo è chiamato travaglio. Uno o due giorni prima del parto in genere si verifica la perdita del cosiddetto tappo mucoso, ossia di un massa mucosa e densa che chiude il collo dell'utero; inoltre, inizia un processo di accorciamento e appiattimento del canale vaginale e, successivamente, di dilatazione dell'imboccatura dell'utero, che raggiunge la larghezza di circa 10 cm. Nello stesso periodo, si verificano contrazioni involontarie della muscolatura uterina (doglie), prima brevi (della durata di 1-2 secondi), irregolari e piuttosto lontane fra loro (ogni 20-30 minuti), pertanto poco dolorose; quindi, tali contrazioni si fanno più ravvicinate, prolungate e dolorose, e assumono un ritmo regolare. Nelle gestanti primipare, che cioè partoriscono per la prima volta, il travaglio dura circa 12 ore, che scendono a 8-9 ore o anche meno nelle donne che abbiano già partorito. Prima del travaglio, o nel corso di esso, si verifica inoltre la rottura del sacco amniotico e la fuoriuscita del liquido in esso contenuto (rottura delle acque).

Completata la dilatazione della bocca dell'utero, ha inizio il parto vero e proprio; l’utero inizia a contrarsi con forza e regolarità. A ogni contrazione, la cervice si dilata e la testa del bambino ruota per adattarsi alla pelvi materna. Successivamente la madre inizia a spingere in risposta alla pressione esercitata sui muscoli pelvici dalla testa del bambino, che appare visibile nel canale del parto dilatato. Quando la testa emerge completamente (in basso, a sinistra e al centro), il medico ruota le spalle, che escono una alla volta alle contrazioni successive. Poi il resto del corpo scivola fuori più facilmente e il cordone ombelicale viene serrato e tagliato.

Infine, dopo circa 10-20 minuti dalla nascita del bambino, si verifica il cosiddetto secondamento, ossia l'espulsione della placenta.

Pur esistendo farmaci che possono alleviare i dolori del parto, il loro uso è limitato, in quanto vengono trasportati rapidamente dal sangue materno alla placenta e, raggiungendo il nascituro, potrebbero danneggiarlo. Dosi elevate di anestetici, ad esempio, possono ridurre la vitalità del neonato dopo il parto.

Un'altra possibilità per rendere il parto meno doloroso per la madre è rappresentata dalle tecniche di anestesia locale, in cui vengono anestetizzate solo le zone del corpo interessate dal dolore del parto. Queste metodiche comprendono il blocco paracervicale (del collo dell'utero) e l'anestesia epidurale, in cui viene anestetizzata la regione pelvica.

Nei primi giorni successivi al parto, molte donne sono vittime di una particolare forma di depressione, denominata depressione postparto, la cui origine non è del tutto chiara; sembrano comunque rilevanti nella sua insorgenza gli assestamenti ormonali che seguono al parto e fattori psicologici.

Il parto è accompagnato dal dolore: l’aspettativa di questo dolore può causare paura e ansia nella madre. Esistono due metodi per alleviare il dolore: l’anestesia e l’analgesia. Hanno effetti completamente differenti.

L’analgesia sopprime il dolore senza la totale perdita della sensibilità tattile.

L’anestesia sopprime il dolore con la totale perdita della sensibilità tattile.

 ANALGESIA

Un analgesico è iniettato in un muscolo o in vena per diminuire il dolore del travaglio, ma permette di rimanere coscienti. Può causare sonnolenza, mancanza di riposo e nausea; potrebbe rallentare i riflessi del bambino e la sua respirazione. Per questo motivo è di solito somministrata all’inizio e nella parte centrale del travaglio.

ANESTESIA

Ci sono tre tipi di anestesia: generale, locale e regionale. Con l’anestesia generale, la madre è completamente incosciente, perciò è usata solamente per alcuni parti cesarei e parti vaginali d’emergenza.

L’anestesia locale interessa una piccola zona ed è particolarmente utile per la riparazione dell’episiotomia. L’anestesia regionale interessa una parte del corpo più ampia dell’anestesia locale. Oggi non si ricorre all’anestesia generale così come in passato. Il vantaggio dell’anestesia generale è che può essere somministrata velocemente in caso d’emergenza. Gli aspetti negativi sono che può provocare alla madre nausea e la conseguente aspirazione nei suoi polmoni del cibo rigurgitato o dell’acido gastrico. Con l’anestesia generale, il bambino può nascere addormentato. Al contrario, l’anestesia locale raramente interessa il bambino e di solito ha scarsi effetti collaterali sulla madre. Ci sono diversi tipi di anestesia locale e regionale. I tre tipi più comuni sono il blocco del pubendo, l’anestesia spinale e l’anestesia epidurale.

Blocco del pubendo. Consiste nell’iniettare nell’area della vagina l’anestetico per alleviare il dolore alla vagina, al perineo e al retto. Gli effetti collaterali sono rari. È considerato uno dei metodi più sicuri per alleviare il dolore; tuttavia, non allevia i dolori all’utero.

Anestesia spinale. Il farmaco è iniettato nel fluido spinale della parte bassa della schiena e anestetizza la zona bassa del corpo. Questo tipo d’anestesia è effettuato una sola volta durante il travaglio. Ha effetto in breve tempo ed è un efficace inibitore del dolore. L’anestesia spinale è anche usata nel parto cesareo.

Anestesia epidurale. Nell’anestesia epidurale un catetere è inserito nella parte bassa della schiena all’estremo della spina dorsale della madre. Il tubicino rimane al suo posto per tutto il parto nel caso sia necessaria una seconda dose, oppure il farmaco può essere somministrato in maniera continua con una pompa. Un’epidurale causa una perdita della sensibilità nella parte bassa del corpo. Aiuta ad eliminare il dolore delle contrazioni uterine, il dolore alla vagina e al retto quando il bambino passa attraverso il canale del parto. La donna può ancora avvertire la pressione, così può “spingere” in modo adeguato durante il parto vaginale. L’anestesia epidurale non ha effetto in tutte le donne. Poiché un’epidurale può rendere più difficile “spingere” può essere necessario ricorrere al forcipe durante il parto.

Effetti collaterali dell’anestesia spinale o epidurale. In entrambi i casi si può verificare un calo di pressione improvviso, che a sua volta può condurre a una diminuzione del ritmo cardiaco del bambino. Queste anestesie non sono utilizzabili nel caso in cui la donna perde molto sangue o se il bambino ha un ritmo cardiaco irregolare. La madre, inoltre, può avere una forte cefalea se viene punta la membrana che copre il midollo spinale durante l’inserimento dell’ago. Questo si verifica raramente.

ALLEVIARE IL DOLORE SENZA I FARMACI

Alcune donne non vogliono dei farmaci durante il travaglio per alleviare il dolore del parto; preferiscono usare diverse posizioni durante il travaglio, massaggi, metodi di respirazione, tecniche di rilassamento o l’ipnoterapia.

 

LE POSIZIONI DEL TRAVAGLIO

In Nord America e in Europa, quasi tutte le donne partoriscono stese sulla schiena, a letto. Comunque, alcune stanno provando delle posizioni diverse per trovare sollievo e per far nascere i loro bambini più facilmente.

In passato, le donne spesso vivevano il travaglio e partorivano in una posizione eretta che teneva il bacino in posizione verticale, come ad esempio stando in ginocchio, accovacciate, sedute o in piedi. Il travaglio in questa posizione permette alla parete addominale di rilassarsi e al bambino di scendere più rapidamente. Poiché le contrazioni sono più forti e più regolari, spesso il travaglio dura di meno.

Oggi, molte donne chiedono di scegliere per il parto la posizione che trovano più comoda. Le posizioni maggiormente utilizzate sono:

* Camminare e stare in piedi: indicate nella prima parte del travaglio. Camminare può aiutare a respirare più facilmente. Stare in piedi sotto una doccia calda può dare sollievo.

*  Stare seduti: riduce l’intensità e la frequenza delle contrazioni e può rallentare il travaglio.

*  Stare in ginocchio è un buon modo per alleviare il dolore del travaglio concentrato sulla schiena.

I MASSAGGI

Uno studio ha dimostrato che le donne che sono state massaggiate per 20 minuti ogni ora prima del travaglio hanno provato meno ansia e meno dolore.

Molte parti del corpo di una donna in travaglio possono essere massaggiate, come la testa, il collo, la schiena e i piedi. La persona che massaggia dovrebbe fare molta attenzione alle reazioni della donna per determinare la giusta pressione.

Lo sfioramento è un leggero massaggio con le punte delle dita sulla pancia e la parte superiore delle cosce e viene utilizzato all’inizio del travaglio. I colpetti sono leggeri e le punte delle dita non si staccano mai dalla pelle.

Il massaggio a contropressione è un ottimo modo per alleviare il dolore del travaglio concentrato sulla schiena.

IL PARTO PREMATURO

A volte la donna può entrare in travaglio prima della data prevista, dando alla luce un bambino prematuro. Sono prematuri, cioè nati prima della trentasettesima settimana di gestazione, circa il 6-15% dei bambini. Al contrario, la gravidanza può protrarsi oltre il termine previsto. In tal caso, se comunque essa procede normalmente, si attende la quarantaduesima settimana; superata questa, si può indurre il travaglio mediante l'applicazione di prostaglandine a livello della vagina o sul collo dell'utero, per cercare di innescare un travaglio che poi prosegue con modalità e con tempi fisiologici.

Se questo non inizia o se è necessario indurre la nascita in tempi più brevi, si procede alla rottura artificiale del sacco amniotico per provocare artificialmente la rottura delle acque; infine, si può intervenire più drasticamente iniettando per via endovenosa un preparato contenente l'ormone ossitocina, che induce in breve tempo le contrazioni dell'utero.I bambini che nascono prematuri, cioè prima del nono mese di gravidanza, vengono fatti crescere in apposite apparecchiature in cui sono protetti e portati alle condizioni ottimali. Nell’incubatrice il neonato viene tenuto in un ambiente ben ventilato, normalmente a una temperatura di circa 30 °C, e l'aria in ingresso viene umidificata e generalmente filtrata. Tali apparecchiature, in uso dal 1880, hanno contribuito a salvare la vita di bambini nati con ben diciassette settimane di anticipo. Le incubatrici usate nei centri specializzati sono dotate di dispositivi elettronici atti a monitorare la temperatura e la quantità di ossigeno presente nel sangue del neonato.

GEMELLI MONOZIGOTI E OMOZIGOTI

I gemelli identici (monozigoti) si sviluppano da una singola cellula uovo che si divide dopo essere stata fecondata. I piccoli sono sempre dello stesso sesso e appaiono uguali. Quando invece sono state fecondate due cellule uovo distinte, i piccoli avranno un aspetto differente tra di loro come tra qualunque altro fratello o sorella. Vengono chiamati gemelli omozigoti.

I feti multipli spesso vengono partoriti presto. La maggior parte dei medici cerca di ritardare un parto gemellare fino a circa la trentasettesima settimana, ma in genere un parto di questo tipo avviene alla trentacinquesima. Il modo in cui nascono i feti multipli dipende spesso da come si trovano nell’utero. Possono verificarsi tutte le possibili combinazioni delle varie posizioni fetali. Alcuni medici ritengono che due o più neonati contemporaneamente debbono sempre essere fatti nascere con il taglio cesareo. Quando entrambi i gemelli si trovano in posizione cefalica, si può tentare un parto vaginale.

Un bambino può nascere tramite parto vaginale, mentre per l’altro può essere necessario un taglio cesareo.

IL PARTO CESAREO

Quando viene effettuato un parto cesareo (chiamato anche taglio cesareo), il bambino viene fatto nascere attraverso un’incisione nella parete addominale e nell’utero. Le ricerche hanno dimostrato che il maggior tasso di parti cesarei riguarda le donne intorno ai 30 e ai 40 anni.

Esistono diversi motivi per fare un taglio cesareo, ma lo scopo principale è di far nascere un bambino sano e avere una madre in buona salute. Dei motivi particolari per fare un taglio cesareo sono:

        un precedente parto cesareo;

  evitare la rottura dell’utero;

  il bambino è troppo grande per passare nel canale del parto;

  dolore del feto;

  compressione del cordone ombelicale;

  il bambino è in posizione podalica;

  distacco prematuro della placenta;

  placenta previa;

  feti multipli, due, tre gemelli o anche di più.

Il numero dei parti cesarei è aumentato. Ciò è dovuto a diversi fattori; si pensa che sia legato a un migliore monitoraggio durante il travaglio e a tecniche più sicure per i tagli cesarei. Le donne stanno avendo anche bambini più grandi. Un altro fattore che alimenta questo aumento potrebbe essere legato a una negligenza crescente e ai timori dei medici di eventuali contenzioni. Una donna spesso vuole sapere in anticipo se avrà bisogno di un parto cesareo. Di solito un medico non conosce la risposta a questa domanda prima dell’inizio del travaglio, a meno che una donna abbia avuto già un taglio cesareo.

[1]Pre-eclampsia: combinazione di sintomi importanti in una gravidanza, come ipertensione, edema, gonfiori e alterazioni dei riflessi.

[2]Idramnios e polidramios: eccesso di liquido amniotico.

 

COME AVVIENE UN PARTO CESAREO

In un parto cesareo si fa un’incisione nella pelle della parte bassa dell’addome fino all’utero, e viene tagliata la parete dell’utero.

Poi viene tagliato il sacco amniotico che contiene il bambino e la placenta e il bambino viene preso facendolo passare attraverso le incisioni; dopo la nascita del bambino, la placenta viene rimossa. L’utero viene richiuso a strati con dei punti di sutura che si assorbono naturalmente. Infine, l’addome viene ricucito. Solitamente si somministra un anestetico epidurale o spinale. Un parto cesareo è un importante intervento chirurgico e comporta alcuni rischi, come infezioni, perdite di sangue, shock dovuto alla perdita di sangue, la possibilità di coaguli di sangue e di ferite ad altri organi, come la vescica o il retto. Con un parto cesareo la ripresa è più lenta rispetto a un parto naturale, di solito per riprendersi del tutto ci vogliono 4-6 settimane.

IL PARTO NATURALE DOPO IL CESAREO

Oggi molte donne che hanno avuto in passato un taglio cesareo partoriscono naturalmente in una gravidanza successiva. Questo viene chiamato parto naturale dopo il cesareo. Un’alta percentuale di questi parti ha successo; circa il 70% delle donne che hanno avuto un cesareo per via di una situazione che non costituisce un problema nell’attuale gravidanza può tranquillamente aspettarsi un parto naturale.

Bisogna considerare un certo numero di fattori prima di avere un parto naturale dopo un cesareo:

Þ      il tipo di incisione uterina del precedente parto cesareo è molto importante. Con una incisione classica, che arriva fin sopra l’utero, il travaglio non è permesso nelle gravidanze successive.

Þ      Le dimensioni del bacino sono importanti. Se sono ridotte e il bambino è grande, questo potrebbe causare dei problemi.

Þ      Se la madre non presenta complicazioni mediche, come il diabete o un’alta pressione arteriosa.

Þ      Il bambino sta entrando nel canale del parto in posizione cefalica.

Una delle più singolari e nuove tecniche è quella dal travaglio nell’acqua. Nell’acqua calda il rilassamento è più facile, le fasce muscolari si muovono con maggiore facilità e scioltezza e le contrazioni sono meno dolorose. Nei paesi dove queste tecniche sono molto diffuse, anche il parto avviene nell’acqua: secondo i sostenitori di questa tecnica di parto, anche il bambino – che non ha bisogno di respirare finché dipende dal cordone ombelicale -  si avvantaggia di un passaggio alla vita esterna meno traumatico.In Italia le strutture organizzate per il parto nell’acqua sono rarissime, ma esistono corsi di preparazione al travaglio in acqua, che si svolgono in piscina e prevedono lezioni di nuoto, di stretching e di eutonia. L’eutonia è un metodo elaborato in Danimarca e rientra tra le discipline che tendono al benessere generale della persona. Ci si educa alla sensibilità delle cose che ci circondano e all’ascolto di sé attraverso la percezione, soprattutto quella tattile. L’eutonia non insegna tecniche particolari per il travaglio, poiché considera che la donna, che ha imparato a conoscersi bene saprà naturalmente accettare il dolore ed effettuare i movimenti giusti al momento giusto. L’unico vero inconveniente di questo approccio è che nel nostro paese i corsi sono piuttosto rari. La primissima azione che compie un bambino appena uscito dall’utero è, ovviamente, respirare. I polmoni, infatti, restano inattivi fino al momento della nascita; il feto, è racchiuso nel sacco amniotico, uno spazio delimitato da una membrana detta amnios e piena del liquido amniotico, e le sue vie aeree sono immerse nel liquido stesso. Il feto respira, dunque, non mediante i polmoni, ma in modo indiretto, scambiando gas respiratori con quelli della madre mediante la placenta. A livello di tale organo avvengono scambi per cui ossigeno e sostanze nutritive passano dal sangue della madre a quello del feto e anidride carbonica e prodotti di rifiuto vengono invece trasferiti dal nascituro alla madre. Man mano che la gravidanza procede, la permeabilità della placenta aumenta, per rispondere alle crescenti esigenze del piccolo in via di sviluppo.La placenta è collegata al feto per mezzo del cordone ombelicale, ovvero di un funicolo contenente una vena e due arterie ombelicali circondate da una sostanza mucosa (gelatina di Wharton). Il cordone ombelicale non possiede terminazioni nervose e viene nutrito per diffusione dal liquido amniotico; in esso vi sono cellule staminali (indifferenziate) progenitrici degli elementi sanguigni e può essere utilizzato, dopo essere stato reciso dal neonato, per la terapia del sangue ombelicale.